SALUTE - SERPE IN SENO

Il casino e’ che il casino ce l’ho in testa

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Che casino in testa in questi giorni. Trascrivo alcuni pensieri in liberta’
Ho una nebbia che non mi rende chiaro il mio modo di stare nel mondo.
Serve una pulizia generale che spazzi via le brutte sensazioni che s’insinuano nei pensieri. La psicologa mi sta aiutando a mettere in fila tutte le ansie che mi salgono alla gola, ma il traguardo e’ ancora molto lontano.
Credo che prima o poi tutti ne abbiamo bisogno di spiattellare davanti a qualcuno che sa intendere i meccanismi del comportamento umano i nostri dubbi e i nostri pensieri perche’ si arriva a un punto che tutto non si puo’ tenere dentro e comprimere. Dal secchio, prima o poi l’acqua esce. Sono a questo punto. E se e’ vero che dopo una malattia cosi’ si ricomincia a nuova vita, e’ anche vero che una nuova vita bisogna impararla a portarla avanti. Bisogna imparare a stare in piedi con le proprie gambe, bisogna imparare a stare in equilibrio. Come fa un bambino. Solo che bisogna farlo mentre fai un sacco di di altre cose e allora ci sono forti rischi.
E poi il grande dubbio si fa strada dentro di te: ce la faro’ mai a camminare ancora? Ma soprattutto ce la faro’ mai a camminare in modo diverso? Ce la faro’ mai a stare a galla? Non lo so. In questo momento non lo so. C’e’ qualcosa che mi sfugge della mia vita. C’e’ qualcosa che mi sfugge della mia esperienza… Ancora una volta dopo il cancro ho commesso l’errore di sempre. Pensare che il percorso del dopo sarebbe stato lineare.
Finite le chemio, finita la radio, ricostruito un po’ il fisico messo alla prova duramente da quelle aggressioni, mi sarei incamminata su una strada liscia e consapevole con una forza a dettare il ritmo dei miei passi: conoscere piu’ cose possibili e mettere in fila piu’ esperienze possibili per “fottere” il tempo che mi ha mandato, con il cancro, un messaggio minaccioso.
Invece? Che percorso lineare. Ora mi sembra tutto piu’ in salita… Il fiato per ora lo conservo e salire non mi spaventa. Ma fino a quando?

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