Sarebbe interessante, per sviscerare il proprio dentro, tenere un diario quotidiano in cui registrare, come una specie di meteo morale, le incazzature, le sensazioni, gli spasmi di soffocamento che ogni tanto ti prendono. La raccomandazione, però è che sia assolutamente privato, scritto a penna e non finalizzato alla lettura da parte di nessuno. Già sta qui il punto di fondo perché quando scriviamo, sia un post come questo, sia una mail cazzuta qualsiasi non traspare mai il vero sentimento che fa uscire certe parole anziché altre. Perché spesso l’ipocrisia prende il sopravvento e quindi non andiamo al centro del problema. E poi perché spesso ci si deve atteggiare e rendersi interessanti agli occhi di chi deve leggere e quIndi quello che si scrive diventa una mediazione tra il vero e la finzione.
Capita tutti i giorni a tutti e anche a me.
L’osservazione (che è anche auto-osservazione) di quello che succede mi porta spesso a sottrarmi dallo scrivere qualsiasi cosa. Mi salva questo spazio. Non lo scrivo a nessuno in particolare, in pratica e’ anche un tantino liberatorio anche se, mi rendo conto, molto frenato. Con l’esercizio ci si può perfezionare. Tempo al tempo. Ma la mediazione del linguaggio il vero nemico della comprensione profonda dell’altro non verrà mai superata. E’ necessaria per la convivenza. Il più e’ mantenerla nei limiti… Altrimenti il falso supererebbe il verosimile… Se non il vero.
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