SALUTE - SERPE IN SENO

QiGong, c’è vita a oncologia

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Metto in evidenza questo articolo uscito su Libertà di Piacenza il 29 giugno scorso in cui si racconta l’attività che si è svolta fino a prima della sospensione estiva nei locali dell’ex day hospital oncologico. Una vera esperienza formativa. Almeno per noi che abbiamo partecipato.!!! Mi auguro che possa riprendere presto.

C’è ancora vita, anzi respiro e movimento nei vecchi locali del
day hospital oncologico al piano terra del vecchio ospedale, c’è ancora
vita anche se l’attività si è spostata nella nuova ala ristrutturata. C’è
ancora vita perché al sabato mattina prende forma la lezione di QiGong,
l’arte del respiro e del dialogo interiore con il maestro Giovanni Macca
uno dei tanti collaboratori volontari di Amop benessere.
«All’nterno dell’Amop
ci sono molte attività e volontari che svolgono l’operato con professionalità
e dedizione. Con un gruppo di pazienti oncologiche io faccio QiGong. Si
tratta di una ginnastica medica della medicina tradizionale cinese che
ha come colonne portanti, nella sua applicazione, l’agopuntura, il tuinà
(massaggio terapeutico), erboristeria e QiGong. Le pazienti che seguono
questa attività – dice Giovanni Macca – sono molto contente ed hanno riscontrato
un miglioramento del proprio benessere ed è una cosa molto importante.
Il solo fatto che ti senti ultile e condividi il benessere con persone
che devono lottare contro questa cosa oscura, per me è benzina per l’anima».
L’Amop affianca i malati e gli ex malati e ha messo in campo un lungo elenco
di attività tra cui appunto il QiGong, l’arte, si potrebbe dire di rischiarare
la mente attraverso gesti e respiro che aiutano a scoprire il proprio corpo
dal di dentro e liberare energie. Ma per iniziativa di Amop ci sono, nell’arco
della settimana anche appuntamenti, con yoga, tam the, training autogeno,
pilates, meditazione planetaria, massaggi shiatsu solo per citarne alcune.
Se la motivazione è il benessere psicosifico attraverso le discipline orientali
le iniziative di Amop ottengono anche un altro risultato concreto e positivo:
creare una rete di relazione tra persone che vivono l’aggressione di una
malattia grave che rischia di schiacciarle verso l’isolamento e l’autoesclusione.
partito nel 2013
Il QiGong si può dire sia l’ultimo arrivato. Come ha
avuto inizio la collaborazione con l’ospedale di Piacenza? «Tutto ha preso
avvio nel 2013 quando ho scoperto con grande sorpresa che il day hospital
di Oncologia dell’ospedale di Piacenza ha aperto al suo interno una sorta
di centro benessere coordinato dall’Amop – spiega Giovanni Macca che ha
conseguito il diploma in Tuinà e QiGong all’università di Nankino (Cina)
nel 2000 e ha fatto stage formativi negli ospedali di Nankino. Quindi ho
fatto domanda come volontario – prosegue – e ho cominciato così a mettere
a disposizione dei pazienti il mio lavoro».
Macca ha insegnato per anni
in aziende internazionali nel settore benessere e attualmente collabora
con noti centri medici con indirizzo estetico sul nostro territorio. «Per
me quella di incontrare, conoscere, condividere lo stato delle persone
che hanno conosciuto la malattia è una grande esperienza umana» spiega.
«Di questo devo ringraziare il professor Luigi Cavanna e in particolare
la dottoressa Livia Bidin e tutto lo staff del day hospital, per avermi
permesso di vivere questa meravigliosa esperienza. Li ringrazio anche perché
hanno avuto l’intuito e la capacità di proporre alle pazienti percorsi
benessere non convenzionali che portano benefici e migliorano la qualità
della vita».
«Ora conosco me stessa»
E la soddisfazione dei corsisti
è evidente. «Posso dire che dagli esercizi di QiGong ho tratto molto beneficio
– dice Angela Badini – ed è stato evidente quando ho dovuto affrontare
un intervento per un tumore al polmone. Prima dell’operazione ho fatto
questi esercizi e sono riuscita ad affrontarla meglio. Mi sono sentita
molto più tranquilla, meno agitata e preoccupata. Credo che imparare ad
ascoltare il proprio corpo a creare un dialogo con se stessi aiuti anche
ad accettare meglio la malattia. Se faccio un bilancio credo di aver tratto
tantissimo beneficio». Angela è una veterana del corso infatti è al secondo
anno. «Incontrarsi così per imparare queste cose nuove ha anche un altro
risvolto positivo perché si conoscono persone e la frequentazione diventa
amicizia. Non ci sono barriere tra di noi: se siamo lì è perché abbiamo
avuto la malattia – dice Angela – ma attenzione questo è solo il sentire
che ci accomuna e nessuno si piange addosso. Andiamo avanti con tenacia
e queste iniziative aiutano a migliorarci».
«Più qualità della vita»
Anche Concetta Villanti un’altra corsista di QiGong ha parole lusighiere
«Questa pratica – dice – dà una conoscenza del proprio corpo, si riesce
a capire come i nostri organi siano collegati fra di loro e quali energie
abbiamo a disposizione e possiamo sviluppare. Capacità che non sappiamo
di avere. S’impara la concentrazione sui punti vitali del corpo, la respirazione
e diventi padrona del tuo fisico tanto da poter gestire i dolori e anche
l’emotività. In sostanza riesci a tirare fuori un’energia prima sconosciuta
che aiuta a trovare benessere e migliorare la qualità della vita. Porto
un esempio concreto a novembre ho fatto un intervento alla spalla e non
ho avuto bisogno di fisioterapia. Semplicemente mi sono avvalsa della forza
interiore che ho sviluppato frequentando corsi come questo».
QiGong e
oncologia
Ma che cosa è il Qigong e in che misura può fare bene e perché
a pazienti oncologici? Un campo molto promettente di applicazioni del Qigong
e di alcune specifiche tecniche in particolare è quella della terapia di
supporto nei pazienti oncologici – su legge nel volume “Ginnastiche cinesi
QiGong” di Sotte-Pippa-Bernini-De Giacomo. Sono state condotte ricerche
di laboratorio tramite emissioni del Qi (energia) da parte di terapisti
di QiGong su colture di cellule carcinomatose e su tumori sperimentali
nell’animale da laboratorio, che hanno dato risultati interessanti consistenti
in azione di blocco della crescita del tessuto neoplastico. Questi dati
incoraggianti hanno spinto ad associare al trattamento standard del tumore
le tecniche di Qigong. E’ stata dimostrata anche la capacità di queste
tecniche di ridurre gli effetti collaterali della chemio e della radioterapia
e di migliorare la qualità della vita dei pazienti oncologici. Ma non è
l’unico beneficio. Effetti terapeutici del QiGong si sono osservate in
numerose malattie croniche – spiegano gli esperti – tra queste l’ipertensione,
l’asma, le malattie cardio-vascolari, gli stress, il dolore e problemi
dell’invecchiamento rispondono positivamente alla pratica regolare di esercizi
di QiGong, che in diversi studi ha anche dimostrato di rendere più efficaci
le terapie convenzionali, permettendo così la riduzione dei dosaggi dei
farmaci e dei relativi effetti indesiderati.

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