Torno al blog dopo un po’ di tempo di assenza dovuto a motivi occasionali, non per vacanza, non per impegni particolari ma per un periodo in cui l’ozio, quello che da bambini ti dicono è il padre dei vizi, ha preso il sopravvento. Mi sono detta non ho voglia di fare altro da quello che sono tenuta a fare. E se non fai niente non corri il rischio di fare danni. Mah!.
In questi giorni però ho osservato molto il comportamento di persone intorno a me. Osservato per la prima volta come se vedessi un film svolgersi sono i miei occhi nel quale sono presente, ma non partecipo. Osservo. Posizione privilegiata per potersi ritrarre quando è necessario e quando ne hai piene le scatole.
L’osservazione dell’intorno mi ha portato a trarre tre considerazioni.
La prima è che non tutto ciò che vedi è reale.
La seconda è che spesso ci si racconta un’altra storia.
La terza è che prima si prende coscienza delle due condizioni precedenti e prima si riesce a maturare. Ma poi noi vogliamo davvero maturare? Noi vogliamo tracciare dei punti nella nostra esistenza? Non è che l’indefinitezza del vivere quotidiano ci permette di non fare i conti con gli ostacoli, i divieti e i limiti? Chissà. Però l’osservazione è la base di partenza per capire. Anche te stesso
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