SALUTE - SERPE IN SENO

Medici e cure vicino a casa, il progetto piacentino tra i vincitori del “premio qualità”

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A Firenze l’incontro promosso da JCI, l’ente leader nell’accreditamento sanitario negli Stati Uniti

Da sinistra le dottoresse Elena Orlandi e Chiara Citterio

Da Firenze riconoscimento importante al servizio di medicina oncologica territoriale di Piacenza che al “Progetto qualità 2018” si è piazzata nella terna di testa su sei progetti finalisti. Piacenza, per l’illustrazione dei contenuti, è stata rappresentata dalle dottoresse Chiara Citterio ed Elena Orlandi. A loro il compito di esporre il progetto piacentino – ne è responsabile la dottoressa Patrizia Mordenti – che per la prima volta partecipava all’importante appuntamento. Il seminario in cui è stato assegnato il premio era dedicato al tema “Qualità prima priorità delle organizzazioni sanitarie. Il paziente al centro”.

Abbiamo illustrato i contenuti – spiega la dottoressa Citterio – dai medici oncologi dell’ospedale che prestano la loro opera anche in periferia, alle medicine preparate a Piacenza nel rispetto dei criteri e dei protocolli validati fino al circuito multidisciplinare formato da un’équipe di diversi professionisti che si confronta sulla situazione dei pazienti. E sono questi i punti salienti dell’esperienza illustrata a Firenze. Un’organizzazione del lavoro ritenuta pienamente coerente con gli obiettivi stabiliti nei criteri del premio stesso: il paziente al centro. Diverse le valutazioni positive e i complimenti arrivati dai componenti della giuria.

I riflettori su Piacenza si sono accesi al 13esimo Forum Risk Managment in sanità nella sezione “Premio per lo sviluppo di progetti di miglioramento correlati agli standard stabiliti dalla Joint Commission International” l’ente leader per l’accreditamento dei servizi sanitari negli Stati Uniti (organismo a cui fanno riferimento, attraverso una rete internazionale, le organizzazioni che hanno adottato i criteri scelti dal massimo ente di accreditamento).

La scelta dei progetti segnalati è avvenuta davanti a una giuria presieduta da Paul Chang, vicepresidente di Joint Commission International (JCI). Nelle giornate fiorentine del “Premio qualità 2018” sei i progetti presentati come finalisti a conclusione della selezione fra i 15 già esaminati su un totale di oltre 50 progetti presentati da più di 50 organizzazioni sanitarie. E quello di Piacenza, si diceva, si è piazzato nella terna di testa. Il primo premio è stato assegnato al San Camillo Forlanini. Ora tutti i progetti finalisti saranno pubblicati sul sito di Joint Commission International. Il modello Piacenza – ha segnalato più volte il professor  Cavanna, primario di oncologia – suscita l’interesse a livello nazionale ogni volta che lo illustriamo nei congressi. Il concetto da cui nasce è molto semplice: permettere a tutti i pazienti oncologici – anche gli anziani, a chi abita lontano dai luoghi di cura, a chi presenta difficoltà fisiche, di avere le stesse cure, gli stessi farmaci, gli stessi specialisti su cui possono contare i pazienti curati nelle sedi centrali degli ospedali.

Il premio qualità annualmente si prefigge lo scopo di mettere in evidenza e valorizzare i progetti di miglioramento della qualità attuati nel campo della sanità.

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