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Ospedale e Casa della comunità: “servizi più vicini ai bisogni sanitari”

Tre strutture, finanziate con fondi Pnrr, inaugurate nelle province di Piacenza e Modena dal presidente Michele de Pascale e dall’assessore Massimo Fabi. “Luoghi di fondamentale importanza per portare l’assistenza sanitaria e sociosanitaria sempre più vicino al domicilio delle persone”
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Nei giorni scorsi inaugurato a Castel San Giovanni l’ospedale di comunità già in funzione dallo scorso aprile. Un primo bilancio è possibile – segnala una nota dell’Agenzia di informazione della Regione Emilia Romagna. Infatti ha già preso in carico circa cinquanta persone: In questo modo – è la valutazione regionale – “si consolida uno dei tasselli più significativi della nuova sanità territoriale piacentina, realizzato grazie a un investimento da 350mila euro del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza”. 

L’ospedale di Comunità (OSCO) di Castel San Giovanni si sviluppa su una superficie di circa 820 metri quadrati e comprende 25 locali tra stanze di degenza, spazi destinati al personale e aree dedicate ai visitatori: “gli ambienti sono stati progettati per garantire funzionalità – spiega la nota regionale – accessibilità e vicinanza ai familiari, un elemento fondamentale nel percorso di cura delle persone fragili.”

Si sottolinea inoltre che la maggior parte degli ingressi registrati in queste settimane è avvenuta a seguito di trasferimenti dai reparti ospedalieri per acuti: prevalentemente, appunto, persone fragili che, superata la fase più critica della malattia, necessitano ancora di un periodo di stabilizzazione clinica, recupero funzionale e accompagnamento prima del ritorno a casa.

All’Osco della Val Tidone si è nel frattempo affiancato quello di Piacenza, aperto a fine giugno, mentre a Fiorenzuola sono previsti ulteriori 20 posti letto per il Distretto di Levante, con attivazione in autunno: tre, dunque, gli Ospedali di comunità su cui può contare il territorio piacentino. 

Un’altra inaugurazione anche per la Casa della Comunità di San Nicolò. Qui una struttura già operativa che riunisce servizi e professionisti e rafforza l’assistenza territoriale per un bacino di oltre 30mila cittadini. La struttura diventerà punto di riferimento per la popolazione di San Nicolò e dei comuni di Agazzano, Calendasco, Gazzola, Gragnano Trebbiense, Piozzano, Rottofreno e Sarmato.

Anche la Casa della comunità come l’OSCO di Castel San Giovanni è stata reaòlizzata grazie a fondi Pnrr per quasi 4 milioni di euro. La nuova sede è stata costruita su un terreno di proprietà del Comune di Rottofreno concesso all’Azienda Usl di Piacenza con diritto di superficie gratuito.

La Casa della comunità di San Nicolò dispone di una superficie di oltre 800 metri quadrati del piano terra che ospita ambulatori medici, aree di accoglienza, servizi infermieristici, spazi amministrativi e locali dedicati al coordinamento multiprofessionale. La parte superiore – attualmente a rustico, per la quale è già stato avviato l’iter di richiesta di un ulteriore finanziamento di un milione di euro – aggiungerà altri 700 metri alla struttura.

Un percorso – hanno sottolineato il presidente della Regione De Pascale e l’assessore competente Massimo Fabi – che rafforza la presenza territoriale dei servizi alla salute in tutta la Regione rafforzando in questo modo la presenza sanitaria di prossimità. Infatti oltre all’area piacentina le nuove strutture sono realizzate anche a Maranello con l’inaugurazione ufficiale dell’Osco del Distretto Ceramico, realizzato anche grazie al sostegno di Fondazione di Modena e Ferrari Spa

“Gli Ospedali e le Case della Comunità- affermano il presidente Michele de Pascale e l’assessore Massimo Fabi- sono strutture di fondamentale importanza per fronteggiare la nuova realtà con cui non solo la nostra regione, ma l’intero Paese deve fare i conti: l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle cronicità e delle fragilità.

Fanno da ponte tra l’ospedale e il domicilio e rafforzano quella sanità territoriale, sempre più vicina alle persone e ai pazienti sia da un punto di vista fisico che della capacità di rispondere ai loro bisogni, su cui la Regione Emilia-Romagna continua a credere e ad investire.

Non solo, perché rispondono anche all’esigenza di intercettare sempre più i bisogni sociali e sanitari, cercando di offrire ai cittadini una risposta integrata e completa, tempestiva e personalizzata.

Inaugurare- aggiungono presidente e assessore- strutture come queste, che spesso nascono grazie al lavoro collettivo di un territorio – istituzioni, aziende sanitarie, imprese, associazioni di volontariato e fondazioni a cui va la nostra riconoscenza – significa toccare con mano la capacità dell’Emilia-Romagna di realizzare, insieme, progetti capaci davvero di migliorare la vita delle persone”.

Fonte: giunta regionale – Agenzia regionale di comunicazione

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