LENTI A CONTATTO

Il dottor Miserotti ospite della trasmissione Slow food on air Biodiversità la chiave di tutto

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Qui inizia puoi ascoltare l’intervista a Slow food on air – l’ho trascritta di seguito – in cui, l’intervistatrice, Giulia presenta il dottor Miserotti una voce molto importante del settore e quindi chiede:

SLOW FOOD ON AIR DOMANDA“Noi in quanto Slow food Italia abbiamo molto a cuore la relazione tra perdita degli ecosistemi e biodiversità e vorremmo capire come questa perdita possa equivalere altrettanto a una perdita delle nostre difese immunitarie. C’è veramente questa relazione?

MISEROTTI -“C’è una relazione ampiamente dimostrata – risponde il dottor Miserotti – nel senso che l’Italia è un Paese che ha una ricchissima biodiversità. E’ il Paese del mondo che ha il numero di semi maggiore, per fare un esempio.

Parlando di semi poi però penso al fatto che abbiamo abbracciato da molti anni un’agricoltura assolutamente intensiva che è diventa per alcuni aspetti e alcune aree una monocoltura. Una scelta che e ha enormi ricadute sull’ambiente e sul territorio. Inoltre viene fatto un uso massiccio di sostanze chimiche e di pesticidi che a loro volta influiscono sulla biodiversità del terreno.

LA PRESENZA UMANA HA DETERMINATO CAMBIAMENTI DA ERA GEOLOGICA: LA SI CHIAMA INFATTI ANTROPOCENE

Aspetti molto importanti perché il rapporto tra uomo e ambiente è arrivato ad una situazione assolutamente critica tant’è che oggi si parla correntemente di “antropocene” quasi a definire un’era geologica nella quale l’uomo ha provocato ricadute sul pianeta molto pesanti alterando gli equilibri naturali sui quali la natura, per milioni di anni, aveva dimostrato di essere in grado di mantenere equilibri molto delicati e complessi e tutto questo sta finendo per avere ricadute anche sulla salute umana.

Infatti la biodiversità nelle aree dove tutto sommato c’è stata meno invasività da parte della mano dell’uomo è diminuita di 80-100 volte ma le aree in cui l’inquinamento di aria, acqua e terreno si è fatto sentire in modo più pensate la biodiversità è diminuita anche un migliaio di volte.

“MINOR BIODIVERSITA’ MINOR SICUREZZA”

Minor biodi significa diversità che sostanzialmente diminuisce di tantissime volte anche la nostra sicurezza. “La biodiversità – prosegue il dottor Miserotti – definisce anche delle chiavi di rapporti molto complessi e sono di tipo genetico, di tipo competitivo rispetto ad aree che riguardano anche la biodiversità dell’uomo.

Ora si parla molto del coronavirus non dimentichiamoci che il territorio da dove probabilmente è partito il famoso salto di specie che è avvenuto nella zona di Whuan, con 11-12 milioni di abitanti con un’espansione territoriale enorme e con fenomeni di urbanizzazione che hanno radicalmente cambiato non solo la vita dell’uomo, ma i rapporti molto fini e molto invisibili anche rispetto alla microbiologia del mondo animale e vegetale che è sempre in un equilibrio perfetto.

La stessa cosa potremmo dire dell’equilibrio dei batteri con la nostra cute le nostre mucose. Sono centinaia e centinaia i batteri di tipo diverso che fino a che sono in equilibrio tra di loro esercitano nei nostri confronti questo potere di protezione”.

SLOW FOOD ON AIR DOMANDA – Sono dunque come una schermata nei confronti di agenti esterni. Ma questa schermata di cui possiamo avvalerci, con il crescere del livello di inquinamento laddove è molto presente come in aree urbanizzate, immagino che questo livello di protezione vada diminuendo e  ci renda più deboli. E’ giusto?

MISEROTTI – “Certamente. In questi giorni è uscito uno studio dell’Università di Bari in collaborazione con l’università di Bologna e di un gruppo che si interessa di ambiente in cui si cercava di fare la correlazione tra inquinamento dell’aria e la presenza del virus.

Ora io non mi spingerei fino a questo punto  perché ci vorranno ulteriori studi e ulteriori dati. Dico questo anche perché ci sono aree in cui c’è stata una diminuzione netta dell’inquinamento aereo perché ci sono meno veicoli che circolano, ci sono meno produzioni, meno opifici che lavorano ecc… però ci sono aree nelle quali per esempio le pm10 mantengono un livello molto alto. Quindi il problema probabilmente è più complicato.

DALLA BIODIVERSITA’ ALL’INQUINAMENTO CHE INFLUISCE IN QUANTO TALE. E’ CERTO

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Foto di 
Alan Roberts su 
Unsplash

“Quello che invece è certo è che l’inquinamento influisce in quanto tale. Non solo perché in Italia produce 80mila casi di mortalità (premorienza), quanto per il fatto che la Valpadana, in cui questo fenomeno sembra essersi accentuato, è una delle aree più inquinate del mondo. E al di là del fatto che il coronavirus possa avere una correlazione diretta da dimostrare con ulteriori studi, esiste un fatto incontestabile e anche ben studiato.

Che chi vive in Pianura padana, secondo uno studio fatto e pubblicato su una rivista prestigiosa, cede un anno e mezzo di aspettativa di vita rispetto a chi ha aria migliore ma soprattutto una cosa invece certa è che chi vive in mezzo al particolato ha uno stato di infiammazione più o meno grave, più o meno cronica sia per la quantità del particolato sia dagli anni da cui decorre questo fenomeno infiammatorio, delle vie aeree e questo lo verificano quasi giornalmente i pediatri per esempio con i bambini. Dove c’è più inquinamento c’è broncospasmo, c’è quel fenomeno precursore degli attacchi di asma e per quanto riguarda l’adulto invece c’è uno stato di infiammazione cronica delle prime vie aeree che sicuramente predispone ad una maggiore labilità dei nostri epiteli e quindi a una possibilità maggiore di attacco da parte dei batteri e dei virus. Questo è certo”.

SLOW FOOD ON AIR DOMANDA – La riduzione dei livelli di inquinamento in questi ultimi tempi si è abbattuto incredibilmente secondo lei sarà un effetto molto passeggero e inciderà sulla nostra salute nel lungo periodo oppure no?

MISEROTTI – “E’ difficile perché per poter influire sul lungo periodo bisogna poter diminuire l’inquinamento “base” quello cronico. Non sono tanto importanti i picchi di Pm10 e Pm2,5. Se noi abbiamo un territorio in cui ci può essere lo sforamento per esempio di 7-8 giornate all’anno anche con valori teoricamente molto alti, tutto ciò ci fa  meno danno di plafond di base magari entro la norma ma continuato per 350 -360 giorni all’anno. Questo è un tema che deve farci riflettere perché in definitiva anche in Emilia Romagna, ho valutato alcuni dati ma anche in Lombardia e Veneto, ci sono alcune diminuzioni di ossidi di azoto però le Pm10 le Pm2,5 sono ancora valori alti per quanto più contenuti rispetto a prima dei blocchi. Questo è un ragionamento da fare”

BIODIVERSITA’, INQUINAMENTO E POI UN MONDO NON PIU’ SOSTENIBILE COSI’ ORGANIZZATO

SLOW FOOD ON AIR DOMANDA – Alla luce di tutto questo auspica che riconvertiremo i sistemi produttivi?

MISEROTTI – Se lei pensa che una micro particella ha sostanzialmente cambiato la vita del mondo tutte le attività umane dal lavoro alle ricadute sull’economia sui viaggi sulla cultura, ha cambiato completamente mi auguro che la crisi faccia riflettere.

E’ chiaro che questo elemento di crisi avrà una positività se diventerà un elemento di crisi anche etica e morale rispetto a un mondo che così organizzato non è più sostenibile. C’è un’utilizzazione delle risorse nel mondo che è iniqua.

Disparità economica che si è molto accentuata negli ultimi anni dimostrando l’incapacità di cercare di colmare il gap (utilizzando una parola liberista), c’è stata una riduzione delle terre coltivabili, si è aumentata la cementificazione del territorio. E poi, come dicevo prima l’agricoltura industriale va verso monocolture con una presenza di sostanze chimiche molto pesante, con un inquinamento ambientale, con i cambiamenti climatici che sono frutto dell’utilizzo di combustibili fossili questo è un dato incontestabile.

A questo punto è chiaro che – ovviamente non c’è in futuro la necessità di impedire la circolazione di persone di merci di cose o di non produrre tutto ciò che serve per la nostra vita – ma è chiaro che va ripensato tutto completamente.

Va ripensato il sistema dei trasporti, il modo di produrre, di fare agricoltura che dovrà essere per forza biologica andare incontro a produzioni a filiera breve. Bisognerà ridurre gli allevamenti animali che hanno una ricaduta pesantissima sull’ambiente, enorme.

Noi abbiamo l’area della provincia di Brescia su cui insistono decine di milioni di polli, 450mila capi di bestiame e un milione e mezzo di suini. Se lei pensa che è una provincia (quella di Brescia) in cui tutto questo si sviluppa nella cosiddetta Bassa perché la provincia di Brescia ha una zona prealpina e alpina molto belle.

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Foto di 
Alan Roberts su 
Unsplash

Ebbene, nella zona che va dal basso bresciano fino alla provincia di Mantova, Cremona, Milano e Bergamo tutto ciò non è più sostenibile ci sono e c’erano già stati dei segni. Ricordo già l’anno scorso quando ci sono stati 650 ricoveri in provincia di Brescia con Legionella. Con la comparsa di tipi di legionella prima sconosciuti. Quindi c’è qualcosa di enorme e anche di microscopico che nella natura si ribella quando gli equilibri sono stressati oltre la sostenibilità ambientale.

SLOW FOOD ON AIR DOMANDA – Siamo completamente d’accordo con lei. La ringraziamo per questa intervista molto arricchente ci ha fornito moltissimi dati  e moltissimi spunti su cui riflettere e speriamo che possiamo approcciare la nostra quotidianità con più di etica in tutti i settori.

MISEROTTI – “E’ l’auguro che ci facciamo tutti. Ecco questo è un altro tema importante. Mai come ora nel mondo ci sono stati tanti giovani 1miliardo 800 mila giovani che vanno dai 10 ai 25 anni, mai accaduta nella storia del mondo. Pensiamo però che un quinto di questi bambini o giovani vivono con meno di due dollari al giorno. Qui c’è qualcosa che davvero non va e che ci impone davvero di andare in un’altra direzione. Ed è l’augurio che tutti ci facciamo”.

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