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“Scuola e sanità c’è un piano per il dopo Covid? Parliamone”. Firmato Articolo Uno

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Personale e laboratori vanno potenziati

PRIMA DOMANDA: Esiste un piano concreto per affrontare la fase 2 attraverso il rafforzamento strutturale della sanità piacentina?

Questi i suggerimenti che mette sul tavolo Articolo Uno. “Dovremo aumentare le potenzialità diagnostiche dei laboratori, in modo che possano processare più tamponi in tempi rapidi.

In ambito ospedaliero bisognerà continuare con i processi di stabilizzazione e assunzione di personale, concentrando l’attenzione su quelle unità operative che si troveranno in prima linea nel caso di una nuova recrudescenza dell’epidemia (confermare i 45 posti di terapia intensiva significa poco se ad essi non si affiancano le professionalità necessarie).

Probabilmente occorrerà migliorare anche l’articolazione territoriale delle strutture e dei posti letto non trascurando di pensare, se è vero che un quarto dei contagi avvengono in famiglia, a strutture idonee per ospitare i pazienti positivi che vivono in locali non adatti a consentire l’idonea separazione tra familiari.

Le strutture scolastiche sono adeguate?

SECONDA DOMANDA: A settembre dovrebbe riprendere l’attività scolastica. Si sta lavorando per verificare la disponibilità e l’adeguatezza delle strutture scolastiche?

La ripresa dell’attività scolastica è un punto molto delicato perché garantire il distanziamento sociale richiederà di investire sulle strutture, sulle modalità di lezione e sul personale.

Varrebbe forse la pena di mettere al lavoro un gruppo di esperti per analizzare il problema e individuare le soluzioni più idonee e i correlati investimenti da effettuare.

Lo strumento delle lezioni on line potrà rappresentare una soluzione ma siamo in grado di assicurare a tutti gli studenti l’accesso alla formazione a distanza senza creare ulteriori disuguaglianze per mancanza di attrezzature, connessioni di rete e competenze informatiche?

Un territorio pesantemente colpito

“La pandemia generata dal Coronavirus ha colpito pesantemente la provincia di Piacenza che si è trovata in prima linea ad affrontare un nemico di fatto sconosciuto, in primis agli scienziati, che ha causato fra i piacentini una vera e propria strage tant’è che la nostra provincia risulta prima in Italia per numero di morti in rapporto alla popolazione.

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Foto di Christopher Burns su Unsplash

Proprio per questo – segnala una nota di Articolo Uno – mentre si sta parlando da tempo di “ripartenza” e di “fase 2”, molti si chiedono e noi siamo tra questi come e in che condizioni si ripartirà”.

L’associazione mette in evidenza “sottovalutazioni ed errori che vanno analizzati lucidamente. Una valutazione fatta per ragionare sulla prospettiva e non per fare processi.

Noi crediamo non sia questo, di fronte a un evento di portata mondiale, il momento di fare processi ma ciò non esime dall’analizzare lucidamente ciò che è accaduto perché noi crediamo che si ripartirà tanto meglio quanto più si sarà imparato dalle sottovalutazioni e dagli errori del passato

Articolo Uno

“E’ stato lo stesso commissario Venturi – spiega la nota di Articolo Uno – a sostenere che Piacenza ha pagato la mancata inclusione nella “zona rossa” all’inizio di questa emergenza, ma questa è anche la provincia in cui oltre 1.200 aziende hanno ritenuto di dover proseguire l’attività facendo una semplice comunicazione in Prefettura; ci chiediamo con quali condizioni di sicurezza e con quali controlli”.

Siamo attenti all’attività produttiva ma…

“Articolo 1, da sempre attento all’attività produttiva e alla congiuntura economica, ha sempre anche sostenuto che la salute viene al primo posto e questo crediamo debba essere il presupposto fondamentale della cosiddetta fase 2. Per questo crediamo che il Governo abbia utilizzato la giusta prudenza difronte alle quotidiane fughe in avanti di varie regioni”.

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Per perseguire questo obiettivo occorre unità d’intenti, occorre lasciare da parte le polemiche e fare uno sforzo per evitare che la nostra provincia possa ricadere in una recrudescenza dell’epidemia che sarebbe esiziale.
Ma occorre anche prepararsi per tempo per far sì che la progressiva riapertura avvenga in sicurezza approntando nel contempo i piani adeguati per fronteggiare un virus con cui sappiamo che dovremo convivere e che probabilmente tornerà a presentarsi con forza.


Per perseguire questo obiettivo occorre unità d’intenti, occorre lasciare da parte le polemiche e fare uno sforzo per evitare che la nostra provincia possa ricadere in una recrudescenza dell’epidemia che sarebbe esiziale.
Ma occorre anche prepararsi per tempo per far sì che la progressiva riapertura avvenga in sicurezza approntando nel contempo i piani adeguati per fronteggiare un virus con cui sappiamo che dovremo convivere e che probabilmente tornerà a presentarsi con forza.

Una situazione che impone una nuova coesione che accantoni le contrapposizioni…

“Per perseguire questo obiettivo occorre unità d’intenti, occorre lasciare da parte le polemiche – spiega la nota di Articolo Uno – e fare uno sforzo per evitare che la nostra provincia possa ricadere in una recrudescenza dell’epidemia che sarebbe esiziale. Ma occorre anche prepararsi per tempo per far sì che la progressiva riapertura avvenga in sicurezza approntando nel contempo i piani adeguati per fronteggiare un virus con cui sappiamo che dovremo convivere e che probabilmente tornerà a presentarsi con forza”

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