Siamo entrati in quella fase polverosa in cui dobbiamo tenere a bada quell’ansia di strafare che prende dopo un mese e passa di inattività. Lo stesso meccanismo che scatta quando al primo sole di primavera ci viene subito il desiderio di cambiar d’abito senza pensare che l’insidia (aprile non ti scoprire) è dietro l’angolo e restiamo fregati. Ecco, non facciamolo
La testimonianza della dottoressa su Repubblica

Il Covid non è un timido sole di primavera che se sei scoperto ti fa venire un raffreddore. Non sappiamo bene cos’è ma è ben altro, lo abbiamo visto. E ce lo dicono i medici che hanno visionato le lastre dei polmoni di persone colpite da Covid 19. “Mai visto una cosa del genere. L’infezione è una macchia d’inchiostro che cade e si diffonde” ha dichiarato a Repubblica di domenica Claudia Gabiati, una dottoressa del Fatebenefratelli paragonando i polmoni dei pazienti colpiti a una carta assorbente che in attimo s’imbeve…. Questa è la realtà anche se ciò non toglie che questa fase difficile potrebbe farci commettere errori senza pensare alle conseguenze.
Ora siamo nella fase in cui il Coronavirus non ha più la forza contagiosa dirompente degli inizi ma ancora non si è messo a riposo. Nella coda del virus può nascondersi il veleno.
E mentre teniamo a bada l’ansia di tornare alla vita normale (scordiamoci che sia come quella che abbiamo vissuto fino a metà febbraio, ma lo scopriremo strada facendo) si apre il sipario sul dopo. Son pieni i giornali e in radio e tv non si parla d’altro; per l’economia la prospettiva che si dipinge non varia molto: tante sfumature di nero.
Però è certo che prima di poter parlare di dopo Covid c’è da chiedersi se e quando ci sarà a disposizione una medicina o più medicine codificabili per una cura efficace nella fase della convivenza con il Covid 19. Perché di convivere con questa invisibile insidia per i polmoni umani sarà inevitabile e ce lo dicono in molti anche se non esplicitamente.
Quindi la prima domanda che ci si pone è appunto questa. Quale cura per tenere a bada il mostricciattolo?
E poi si apre lo scenario sul dopo anche questo costellato di interrogativi senza risposta. Come sarà dunque il dopo Covid?
Come sarà il dopo Covid senza che gli scienziati abbiano ancora trovato un vaccino?
Come sarà il dopo Covid senza che un’ipotesi di vaccino sia stato sperimentato?
Come sarà il dopo Covid senza che una ipotetica sperimentazione abbia dato segnali incoraggianti?
Come sarà il dopo Covid prima che l’industria abbia dato il via alla produzione di un possibile vaccino?
Una strada lunga, probabilmente ancora pericolosa per le nostre vite e soprattutto punteggiata di “divieti” tanto da farci pensare che il virus più dell’agire umano (per quanto scellerato e crudele) può arrivare a inibire le nostre libertà conquistate, assaporate e riaffermate. Senza volerlo perché è sulla moltitudine umana che prospererebbe… Però la sua irruenza, la sua aggressività ci ha portato ad applicare regole che lo stesso virus ha imposto e che non avremmo mai immaginato.
Regole che disgregano quello che di più prezioso abbiamo come esseri umani (anche se molto spesso non ne facciamo tesoro) e cioè la capacità e l’ingegno di realizzare insieme cose straordinarie e importanti. Si fa un bel dire nessuno si salva da solo (anche questo è un mantra del tempo Covid) ma il virus ci ha portati a sciogliere gli assembramenti, ci ha portato a eliminare i contatti. Un fatto nuovo anche questo su cui non ci siamo molto soffermati ma che ci può modificare anche nel dopo Covid.
Dopo Covid non sarà una passeggiata
E tra chi auspica per il nostro futuro un cambiamento radicale dei modi di essere e del nostro stile di vita accomunando tutti in questa nuova vita che rinasce dalle ceneri del virus intanto c’è chi studia il Paese per cercare di consegnarci una fotografia di quello che siamo da punti di vista nuovi perché nuovi dovranno essere gli occhiali con cui misurare i comportamenti e quindi le scelte che verranno. Un banco di prova inedito e forse senza appello.
Il dopo Covid non sarà una passeggiata.
E siamo sicuri che questa umanità così com’è, nella forma e nell’espressione in cui è stata colta dal virus risvegliato dalle viscere della terra che ha camminato di animale in animale arrivando all’uomo, questa umanità di cui tutti facciamo parte si risveglierà tanto buona e tanto aperta all’altrui bisogno come dalle dichiarazioni d’intenti che fioccano da ogni parte?
Siamo sicuri che questa umanità così com’è e di cui facciamo tutti parte si risveglierà d’improvviso scrollandosi di dosso tutti i vizi che l’hanno resa felice e appagata fino a febbraio 2020?

Siamo sicuri?
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