La fotografia della situazione attraverso le slide


La fascia d’età più colpita, come si deve è quella tra i 50 e i 59 anni






Quasi 6.000 tamponi in più rispetto a ieri (140.874 in totale). Calano i casi positivi attivi (-160) e i ricoverati nei reparti Covid (-81). I nuovi decessi sono 57
Quanto all’aggiornamento quotidiano questi sono i dati forniti dal commissario. In Emilia-Romagna sono 23.434 i casi di positività al Coronavirus, 342 in più rispetto a ieri. Le nuove guarigioni sono 445 (7.146 in totale). I test effettuati hanno raggiunto quota 140.874, 5.996 in più rispetto a ieri. In calo i casi positivi attivi: -160 rispetto a ieri (13.084 contro 13.244).
Il dato dei decessi resta ancora alto Purtroppo, si registrano 57 nuovi decessi: 22uomini e 35 donne. Complessivamente, in Emilia-Romagna sono arrivati a 3.204.
Ma Venturi ha sottolineato la positività del dato dei guariti che cresce – ha detto – costantemente ogni giorno. “Le persone complessivamente guarite salgono a 7.146 (+445): 2.337 “clinicamente guarite, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 4.809 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi”.
I decessi sono oggi 57 e sono così suddivisi 10 residenti nella provincia di Piacenza, 6 in quella di Parma, 11 in quella di Reggio Emilia, 9 in quella di Modena,10 in quella di Bologna (1 nell’imolese), 1 in quella di Ferrara, 1 in provincia di Ravenna, 2nella provincia di Forlì-Cesena, tutti nel territorio forlivese), 5 nella provincia di Rimini; 2 decessi di fuori regione.
Ci sono ancora criticità
Tra le criticità sottolineate dal commissario il fatto che almeno il 40 per cento dei contagi avviene ancora in ambiente familiare e quindi riflettiamo su questo dati. E di nuovo quindi la raccomandazione ai servizi di igiene pubblica “consigliate le persone di fare isolamento in albergo”. Altro nodo sono le case protette.
Come sapete – ha sottolineato – le case protette non sono appartenenti al sistema sanitario sono gestite da altri organismi. Per quanto ci riguarda entriamo per dare una mano per indicare cose che si devono fare e per eseguire i tamponi in tutte le case protette dove ci sono contagi e li facciamo a tutti. Ambiente domestico e case protette sono dunque i luogo dove è necessario concentrare l’attenzione per impedire lo sviluppo del contagio. Sono queste le due principali preoccupazioni che abbiamo oggi.
Venturi ha poi annunciato che in questi giorni, forse già domani, sarà diffusa la prima lista dei laboratori privati a cui i lavoratori delle aziende che riapriranno potranno rivolgersi per fare il test. Quindi quelli che pensavano che fossimo “sovietici” tanto da escludere il privato evidentemente si accorgerà che non era così.

Il principio che ci ha mosso è stato il fatto che se siamo servizio pubblico alla base il principio non è il giusto compenso ma prima di tutto la sicurezza dei cittadini. Le tasse si pagano per avere garanzia di prestazioni utili appropriate ma soprattutto confrontabili. In sostanza il messaggio è: i risultati dei test fatti nel pubblico o fatti nel privato devono parlare lo stesso linguaggio: affidabilità. “Questo dobbiamo assicurare a tutti i cittadini” ha concluso.