SALUTE - SERPE IN SENO

Il 3 marzo la sfilata vintage di Amop al Collegio Alberoni

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Il 3 marzo nuovo appuntamento con la sfilata vintage promossa da Amop in collaborazione con il reparto di oncologia dell’ospedale di Piacenza guidato dal professor Luigi Cavanna. Protagoniste della sfilata che si svolgerà nella sala degli arazzi del Collegio Alberoni, le donne operate di tumore. Arrivata ormai alla quinta edizione la sfilata è un appuntamento sentito ed emotivamente coinvolgente in cui le donne protagoniste testimoniano in questo modo la loro determinazione a farcela nella lotta difficile e pesante contro un male che ferisce nel profondo l’essere umano. La loro è sempre ogni anno una testimonianza di grande forza e coraggio, lo ripetiamo sempre. E per chi assiste alla manifestazione un momento di grande carica emotiva.

I vestiti in passerella come sempre saranno selezionati con maestria e buon gusto da Graziella Trecordi che da tempo dedica la sua professionalità alla riscoperta degli abiti che hanno caratterizzato la storia del costume del nostro paese. Abiti frutto della capacità e dell’abilità delle artigiane sarte che fino al dilagare del pret a porter sono state seminatrici di stile per le donne di tutte le estrazioni sociali. Ecco quindi che il recupero delle fogge, dei tessuti, dei colori di altri tempi ha un significato specifico: ridare vita e valore a oggetti dimenticati o abbandonati. Saranno una trentina le donne in passerella, poche ore per affermare che la malattia non impedisce di affermare la propria bellezza e femminilità. La sfilata si fa anche manifestazione collettiva che mette in rete le conoscenze scientifiche, la ricerca e l’umanità cui la struttura ospedaliera non può mai venire meno pur impegnata a garantire la miglior cura per i pazienti. La sfilata  vintage è anche questo.
Ogni anno, in occasione della sfilata, si saldano anche questi elementi. E non è un traguardo scontato.

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Traggo dal libro alcune testimonianze delle modelle dell’edizione 2018

“Tra le braccia di Fritz 
La bella estate col cancro” 
Antonella Lenti – Edizioni Scritture  (ottobre 2018) 

Modelle per un giorno: testimonianze
Modelle per un giorno. Le loro storie sono comuni, condivise. Le sento raccontare e rivedo me nel momento della consapevolezza. Molte di loro sono giovani, tante al secondo incontro con il cancro.
“L’ho scoperto a 40 anni”
Maria Pia aveva 40 anni nel 2002 quando ha scoperto che aveva delle calcificazioni alla mammella sinistra. “Mi operano, puliscono tutto e mi dicono che è finita lì”, racconta. Nel frattempo ha avuto una figlia e tutto sembrava andare bene. Poi nel 2007 il male è tornato, questa volta nella mammella destra. Gliela tolgono e innestano la protesi. Ma non è finita. Nel 2017 dopo dieci anni si ripresenta di nuovo. Combatte ancora. “Mi sento fortunata, nonostante tutto questo calvario, nonostante le menomazioni sul mio corpo, ho un marito che mi è molto vicino e non ha cambiato atteggiamento verso di me”. Non è così scontato.
La doppietta in due anni
Per Graziella il primo incontro col cancro è stato nel 2016. Poi nel 2017 la replica. I dati sballati del sangue sono stati la spia di una nuova presenza. “Era intorno a Natale e sono stata operata. Quella macchia era tumorale e quindi mi aspettava ancora la chemio”. Graziella ha un bellissimo viso, i capelli le stanno ricrescendo. “Niente parrucca”. Ora si prepara per la sfilata: “mi fa un po’ fifa, lo confesso”.
“Mai arrendersi”
“Quando te lo dicono ti cade il mondo addosso, ma mai arrendersi e si lotta con le unghie e con i denti per uscirne”.
All’idea di sfilare la fifa è grande “Le gambe all’idea di sfilare mi fanno “Giacomo
Giacomo” confessa Elisabetta che è in attesa del trucco prima di indossare gli abiti vintage.
Un brutto dono di compleanno
Silyana, 57 anni: “Che dire, ho scoperto di avere un cancro il giorno del mio compleanno. Era il 2014. Cosa senti? Un tuffo al cuore”.
Ora penso di più a me stessa
Sandra ha 53 anni, nel 2016 fa un’eco perché ha scoperto di avere qualcosa “una specie di foruncolo”, dice. Si sottopone all’esame ma non emerge nulla. Un anno e mezzo dopo si presenta la stessa situazione. “Vado al Centro salute donna – spiega – era la prima volta perché non avevo mai fatto controlli prima. Era un tumore, sono stata operata a Milano e poi la chemio l’ho fatta a Piacenza. Sono sempre stata serena e non mi sono mai abbattuta. Ce la si può fare. Non ho ancora ripreso il lavoro. Ora sento la necessità di dedicarmi a me stessa e alla mia famiglia. Sono queste le mie priorità”.
Avevo paura per mio figlio
Maria Teresa ha 55 anni. Nel 2017 me lo sono sentito da sola e mi sono fatta curare. Non ho drammatizzato la situazione, ho fatto otto cicli di chemio e poi la radio. C’è una soluzione a tutto, è questo lo spirito con cui ho affrontato il problema. Non ho interrotto la mia vita, ho fatto tutto come prima e il lavoro soprattutto aiuta. Quando mi sono ammalata avevo 40 anni e l’unica paura era per mio figlio, è a lui che pensavo.
Sfilando voglio dare coraggio
Anche per Cristina 52 anni è il secondo tumore che affronta. Il primo nel 2015 all’intestino e poi, l’anno dopo, un fibroadenoma al seno e nel 2017, con il controllo, è stato scoperto il tumore al seno. La sfilata? “Mi emoziona molto la faccio solo per cercare di dare un po’ di coraggio agli altri. Confesso che per me è una fatica, ma è molto importante veicolare un messaggio di speranza, soprattutto per le più giovani”. Problemi in famiglia? No, sono stati collaborativi e anche sul lavoro è filato tutto liscio non sono stata ostacolata.
“Non sono più quella di prima”
Cinzia, 48 anni, ha scoperto di essere ammalata quando ha fatto la mammografia nel dicembre del 2016. “All’inizio mi sono trovata spiazzata. Ma non ho mai versato una lacrima. Quando scopri di avere un tumore ti si apre un percorso nuovo, lo affronti volta per volta e mi sono affidata ai medici. Ero consapevole di avere questo problema ma non mi sono mai sentita malata. Ora sento di non essere più quella di prima. In famiglia quando è successo si sono spaventati, soprattutto mio figlio, faticava a vedermi senza parrucca. Odiava la malattia. Ora ho bisogno di tornare alla normalità che significa anche lasciare per strada quei dieci kg in più che mi sono trovata addosso. In questo momento mi sto godendo la mia famiglia e cerco di assaporare quello che mi sono persa. Voglio vivere appieno tutto quello a cui prima ho rinunciato”.
Cambiano le tue priorità
Nel 2013 aveva 48 anni Gisella quando ha scoperto un regalino di sette centimetri. Operata a Milano ne è uscita con la protesi. “Mi ha dato problemi e sono stata operata due volte. Sembrava una partita chiusa quella col cancro, ho fatto la radio e mi aspettava la pastiglia ormonale per 5 anni. Poi nel 2015 viene fuori un tumore alla tiroide. La cura? “È radioattiva, la faccio a Reggio Emilia. Vado avanti così, le mie priorità sono cambiate, faccio le cose che mi hanno prescritto e si va avanti alla giornata. A volte si sta bene altre volte no”.

A volte non mi sembra vero
“Ci sono giorni in cui non mi sembra vero”. Maria Luisa, 60 anni è solo da due anni che ha la malattia. Ho sempre fatto i controlli e poi nel 2016 questa scoperta. Quando succede ti senti improvvisamente invecchiata e quando ci penso mi viene da piangere. Mi terrorizza questa esperienza… il mio parafulmine è mio marito”.
Non voglio morire di tumore
A Lucia hanno trovato il tumore al seno nel 2004 quando aveva 54 anni. Ha fatto tutto il percorso canonico, chemio, radio ecc. è andato tutto bene per dieci anni e poi dai controlli nel 2016 si è scoperto che era tornato. Di nuovo la chemio, nel 2017, da gennaio a luglio. Ce la devo fare ed è naturale che i pensieri sono tanti, ma la maggior parte sono positivi tuttavia a volte si va in crisi. Poi torna un imperativo dentro di me: non voglio morire di tumore e non voglio andare alla Casa di Iris. La salvezza di tutte è nelle mani dei dottori e andiamo avanti con molta speranza. Questa iniziativa della sfilata è sempre bellissima ed emozionante. Quando me lo hanno chiesto lì per lì non volevo ma mi ha spinta mio marito. E ha fatto bene, essere qui da’ energia.
Stop alla chemio in lista per la radio
Il tutto per Simona è iniziato lo scorso anno quando aveva 48 anni. E il cancro si è svelato con la mammografia. “Ho fatto lo screening a maggio e a giugno ero già operata. Da qualche giorno ho concluso la chemio e ora sono in pista per la radio. Ho continuato a lavorare poi però a fine novembre ho dovuto restare a casa. Ho avuto in grande sostegno e aiuto dal marito, un po’ meno dalla mia famiglia di origine”.
La mia famiglia mi ha sostenuta
“Ora ho bisogno di vivere con lentezza”. Sonia operata nel 2017 ne è certa e pensa che il compito primo adesso dopo il cancro (ultimi controlli tutto ok) sia dedicarsi a se stessa. Ho avuto una famiglia che mi ha sostenuta e questo permette di affrontare con maggiore forza un periodo così difficile. Non mi hanno mai fatta sentire ammalata, mi spronavano ad andare avanti”.
Ho voglia di riprendere in mano i miei giorni
Lucia si è ritrovata per la seconda volta di fronte al tumore. Anche in famiglia l’ospite era stato già in visita. “Ora affronto tutto in modo diverso. Sento di avere maggiore serenità e su tutto il resto sono molto meno reattiva. Insomma c’è dell’altro nella vita. Ho voglia di andare, viaggiare riprendere in mano i miei giorni. Una cosa è certa, questo passaggio qui, la malattia intendo, deve servire, deve lasciare una lezione, un insegnamento e tra queste pensare di più alle cose che mi piace fare. E credo molto nella capacità delle donne di rinascere”.

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