Sono rimasta molto colpita dalla ricerca sugli adolescenti che si fanno del male.
Mi sono riproiettata indietro nella mia lontana adolescenza e mi sono ritrovata là nel mezzo di un mondo che non mi piaceva, insieme a una persona che non mi piaceva, me stessa, a dover camminare e farmi largo cercando di uscire il prima possibile da un destino che sembrava ineluttabile e dettato dalle condizioni sociali che non promettevano niente di esaltante.
Fin da subito ho cercato un granello di sabbia a cui attaccare la mia àncora per non andare a fondo.
Un granello di sabbia che per me è stato un salvavita.
Granello di sabbia che ancora porto in tasca per cercare di non andare a fondo. E c’è da crederci ci sono molti tranelli che ti possono portare a fondo. Quel granello di sabbia da inserire nel meccanismo che fa inceppare la voglia di farla finita evidentemente non è visibile a tutti. Forse perché l’adolescenza è il momento più propizio per cercare di costruirsi una personalità con cui rapportarsi al mondo e oggi l’attenzione dei ragazzi è catturata da tante cose che coprono la ricerca di sé. Però il granello di sabbia (può avere tutte le sembianze che si vuole) può salvare la vita. Parola mia.
Condividi