SALUTE - SERPE IN SENO

Blog, un anno insieme. E’ stato come respirare aria pura

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Ho dimenticato di segnalare un anniversario: Si usa così, no? Non sono brava in questo genere di cose. Bene da qualche giorno ho superato il traguardo dell’anno per il blog che ho deciso di fare lo scorso anno per trovare un angolo, uno spazio mio che mi facesse sentire meglio tutte quelle volte che, tornando a casa dal lavoro, avevo sulla mia schiena un bagaglio di grande mortificazione e voglia di fuggire. E quelle volte non si contano.
Ora, passato un anno, registro con grande soddisfazione che ci sono state oltre 7mila persone che hanno visto quanto ho scritto. Non molto regolarmente, è vero, perché a volte non riesco. A volte ho paura di dire cose di nessun interesse. Ma alla fine posso dire di essere contenta di averlo fatto. Di tanto in tanto mi metto in testa di fare di più, di farlo diventare un giornale di riflessioni vero e proprio. Ma i miei tempi sono lunghi e forse finché non ne avrò le palle davvero piene di quello che faccio quotidianamente resterà così: una toccata e fuga.
Girando in rete sono diverse le persone, soprattutto donne, che hanno deciso di mettere nero su bianco le esperienze della vita cambiata dal cancro. A volte però mi viene un dubbio. Non sarà che ci capiamo solo tra di noi perché trovi molta gente che fa fatica a capire quando gli dici che dopo il cancro non sei più la stessa e che il valore della vita, i profumi che senti, le cose che vedi, le persone che conosci sono la maggiore ricchezza  che una persona possa incontrare nella sua breve esistenza? Che dopo il cancro si diventa insofferenti all’idiozia si ha fame di vedere, conoscere, provare, sentire. Che è un po’ come rinascere. Vaglielo a spiegare… a quelli che si seccano il culo su una sedia da scrivania.

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