La giornata lavorativa sta per concludersi. Una cosa oggi l’ho imparata e pensavo di averla già fatta mia da un sacco di anni: continuare a ragionare con la propria testa.
Ma che c’entra questo con un blog dedicato a riflessioni del dopo cancro? c’entra eccome, se c’entra.
Mi sono accorta, anche grazie all’aiuto dell’analisi psicologica in cui vengo aiutata, che il cancro mi ha spaventata moltissimo e talvolta anche inconsapevolmente tendo a scomparire dalle cose che faccio. Misuro la mia partecipazione. Comportamento opposto a quello che ho sempre avuto.
Errore madornale perché ad essere assenti si sbaglia sempre. E io ho sbagliato di brutto.
Allora uno dei danni che il cancro mi ha procurato riguarda anche questa sfera della mia personalità.
Mi scopro spaventata e impaurita al punto da scegliere di stare a guardare senza interferire.
Oggi ho capito che questo è sbagliato. Devo tenere conto del mio pensiero e non devo averne paura. Mi resta una domanda: quanta strada dove ancora fare per imparare di nuovo a camminare da sola?
Condividi