DI GIORNO IN GIORNO

Otto librerie lavorano insieme durante il Festival “segnale che la cultura unisce”

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Librerie piacentine attive nell’angolo di cultura per il Festival del pensare. Lo spazio si chiama Libreria centrale. Quest’anno sono 8 le librerie piacentine che in occasione del festival del Pensare contemporaneo saranno attive sotto i portici di Palazzo Gotico durante lo svolgimento della manifestazione piacentina giunta alla quarta edizione.

Durante la presentazione dell’edizione 2026 è stata una di loro Sara Marenghi di Bookbank a segnalarlo sottolineando l’importanza di quello che rappresenta questo piccolo angolo di cultura che è man mano cresciuto in questi anni. Al momento – segnala Sara – saranno presenti con i libri legati agli eventi del Festival (ma non solo) le seguenti librerie  Fahrenheit 45, Bookbank libri d’altri tempi, Pagine, Feltrinelli, Giunti, Coop, Libraccio.

“Vorrei spendere due parole per la Libreria Centrale – ha ricordato Sara Marenghi durante la conferenza stampa di presentazione – che ormai è una presenza fissa del Festival. Ogni anno cresce: siamo partite in tre librerie indipendenti, e oggi siamo diventate otto, tra indipendenti e catene. Evidentemente il Festival riesce a fare quello che il mercato, di solito, non fa!

librerie

Siamo tutte libraie, e per qualche giorno mettiamo da parte la concorrenza per lavorare insieme. È una piccola dimostrazione che la cultura sa creare alleanze improbabili ma molto belle.

E allora una richiesta la facciamo: ricordatevi di noi! Sarebbe bello che al termine di ogni incontro venisse ricordata la presenza della Libreria Centrale, sotto i portici di Palazzo Gotico, nel cuore della città. Così il pubblico saprà dove trovare i libri non solo degli ospiti ma anche tanti altri, magari proprio quello che non sapeva di volere, e dove incontrare libraie che fanno felicemente squadra.

Perché, in fondo, se un Festival del Pensare Contemporaneo riesce a mettere d’accordo le librerie… forse un po’ di speranza per il mondo c’è ancora! ‎Sarebbe bello che anche i media si ricordassero ogni tanto di questo piccolo miracolo, una Cittadella della cultura in pochi metri, dal mattino presto fino alla sera tardi.

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