Tra poche settimane il sistema di Protonterapia che utilizza Trento per la cura dei tumori entrera’ nei livelli essenziali di assistenza che sono stati licenziati dal governo. Al festival dell’economia d iTrento una novita’ importante per la cura dei tumori che non riguarda solo i cittadini di quella regione, ma che investe tutti i cittadini perche’ con l’inserimento nei Lea saranno a carico del servizio sanitario nazionale. 
Durante il festival la struttura in cui si applica la Pronton terapia e’ stata visitata anche dal dottor Francesco Ripa di Meana che e’ stato direttore generale dell’Ausl di Piacenza e che oggi e
direttore generale degli Istituti Fisioterapici Ospedalieri, importante centro di cura e ricerca scientifica sui tumori di Roma.
Al centro il dottor RIpa di Meana ai lati Lidia Strigari e Paolo Bordon
@@@@@@@@@
La novita’ e’ stata annunciatra dala Ministra alla Salute Beatrice Lorenzin, le tariffe delle cure di Protonterapia, possibili a Trento dal 2014, saranno a tutti gli effetti incluse nei LEA, i livelli essenziali di assistenza, che li collocano a carico del servizio sanitario nazionale e non del paziente. A Trento l’autonomia sanitaria li rende già gratuiti per i malati che vengono indirizzati a questa terapia con i protoni accelerati che è particolarmente efficace e mirata con alcuni tipi di tumori. In oncologia pediatrica e per tumori complessi per articolazione o posizione, la protonterapia aiuta a non danneggiare i tessuti sani vicini al tumore. Mentre la radioterapia classica non è in grado di avere questa accortezza. Maurizio Amichetti, che dirige il centro di protonterapia di via al Desèrt, è ottimista: “La protonterapia ha un grande futuro, mentre la radioterapia basata sui raggi X ha raggiunto probabilmente l’apice della sua evoluzione. I raggi X sono come la luce. Se metto un filtro perché non facciano troppi danni, limito la loro portata ed efficacia. Da qui l’idea di utilizzare particelle cariche, come protoni e ioni pesanti. Non sono terapie poco costose, ma nemmeno insostenibili. Un ciclo di trattamenti di protonterapia di un mese, ad esempio, costa 22-23.000 euro. Finora abbiamo curato circa 300 pazienti. Negli ultimi sei mesi anche 9 persone provenienti dall’estero. Il 20% dei nostri pazienti sono trentini. Con un po’ di marketing sanitario in più aumenteremo i numeri ma non i costi, che restano quelli di oggi”. E visto che la salute qui a Trento è legata a un Festival che parla di economia, azzeccata la metafora calcistica proposta dal fisico interdisciplinare Marco Durante: “Un macchinario per la radioterapia costa sui 5 milioni di euro, come il giocatore Thiago Motta. Un centro efficiente di protonterapia sugli 80, come Higuain della Juventus. Il ‘Messi’ del settore sono i centri di Heidelberg in Germania e di Dallas negli Stati Uniti: propongono terapie con ioni pesanti, come il carbonio. Costano sui 200 milioni di euro”