SALUTE - SERPE IN SENO

Oncologia integrata piacentina in vetrina a Chicago

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Livia Bidin, oncologa all’ospedale di Piacenza

E’ arrivata a Chicago, alla conferenza annuale  dell’oncologia integrata, l’esperienza portata avanti a Piacenza dall’associazione N.O.I. (Nuova Oncologia Integrata) presieduta dalla dottoressa Livia Bidin del reparto di Oncologia dell’ospedale di Piacenza. Il congresso si e’ svolto dal 12 al 14 novembre.

Insieme alla dott. Bidin – illustrerà i risultati incrociati di una novantina di questionari raccolti dalle persone che hanno aderito alle attività promosse dall’associazione (Qi-gong, Tam The, Aikido) – anche due volontari che lavorano con i pazienti aderenti all’associazione N.O.I. Sono Dario Figini osteopata e Glenda Marafante, psicologa.
«Un fatto certo è il beneficio ottenuto da queste discipline che svolgiamo grazie al lavoro che i volontari donano all’associazione. Che dire? Segnala la dottoressa Bidin – siamo in una sala di una parrocchia (in cantone San Nazzaro) se avessimo un posto in un ospedale sarebbe diverso. Intanto teniamo botta quando qualcuno ci dirà ‘èaperta una porta noi siamo pronti».
Quale aiuto offrire alle persone che hanno attraversato un percorso di cancro? «È necessario intervenire sostenendole -prosegue la dottoressa Bidin – per superare la perdita di autostima, uno dei principali elementi di debolezza. E la risposta sta in un aiuto concreto a recuperare padronanza di se stessi verso le proprie capacità fisiche e verso gli altri. Perché dopo un’esperienza di tumore è la percezione di sé a essere diminuita. Chi ha avuto un tumore – spiega la dottoressa – non è più debole degli altri, anzi ha più forza di prima ma la deve cercare e far emergere. E più è forte la percezione di sé più forte  sarà anche l’azione».

Progetto Osteopatia
Dario Figini portera’ il risultato ottenuto con una ventina di pazienti affette dalla sindrome dolorosa post mastectomia. Che cosa emerge dall’osservazione di questi interventi? «Intanto risultati ottimi – segnala la dottoressa Bidin – infatti si èvisto che l’osteopatia può essere utile per alleggerire il dolore e per superare anche le difficoltà a muovere gli arti che spesso chi ha subito questo tipo di operazione accusa. La differenza tra il massaggio normale e quello osteopatico consiste nel fatto che il primo viene eseguito sulla cicatrice mentre l’altro è un massaggio tecnico che interessa diversi punti del braccio, del collo e del torace. Con quest’ultimo si sono ottenuti risultati migliori nell’osservazione sviluppata in circa sei mesi. Si è riscontrato che il massaggio osteopatico garantisce un miglioramento maggiore sia per il dolore sia per l’ampiezza dei movimenti. Ed è chiaro che se il corpo riesce a funzionare meglio, evidentemente migliora anche la qualità della vita dei pazienti».
Progetto Fototerapia
L’altro studio che approderà a Chicago riguarda un percorso psicologico condotto da Glenda Marafante in collaborazione con altre due psicologhe, percorso basato sulla fototrerapia che si èsviluppato nell’arco di tre mesi e in 12 sedute. Obiettivo quello di riconquistare l’autostima attraverso il recupero di confidenza dell’immagine. Foto proprie, arrivate dal passato ma anche foto tratte dai giornali, dalle riviste. Attraverso test – sottolinea la dott. Bidin – sono stati verificati i progressi nella riconquista dell’autostima da parte delle pazienti protagoniste di questo studio e si è notato che, gradatamente, le emozioni positive diventavano maggiori di quelle negative. Alla fine se prendi confidenza con la tua immagine dopo aver subito un percorso di malattia non ritrovi quella che eri prima ma incontri una nuova te stessa. Risultato ottenuto con il contatto diretto con le foto, con l’esame dei volti ritratti e delle emozioni che ne trasparivano. «Ecco il prendere confidenza con quelle facce ha fatto sì che accettassero meglio ».
Anche il loro volto, la loro nuova immagine. Le nuove sé

Antonella Lenti
alenti92@gmail.com

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