Brugneto, Genova può farne a meno?
L’argomento ha fatto rumore e continua a far discutere, cittadini, ambientalisti e imprenditori. Per addentrarci maggiormente nella complessa questione che non è solo un dialogo acceso tra regioni e tra municipalità Il Blog fornisce la documentazione di cui si è parlato molto in queste settimane fornita dall’avvocato Umberto Fantigrossi che ha presentato una memoria per conto dei rappresentanti di alcune associazioni tra cui Associazione Residenti ed utenti della SS45, del Comitato difesa Val Trebbia e del Comitato No Tube.
“Va detto – segnala l’avvocato Fantigrossi – che la partita sul Brugneto è molto più ampia dell’accordo sottoscritto tra le regioni. Investe vari soggetti e di questo non ci si deve mai dimenticare“. Quindi sulla partita Brugneto si aprono altri segmenti che sono elencati nella memoria inviata a tutti gli enti coinvolti nella gestione della risorsa idrica. “La memoria si conclude con precise richieste”. Segnala Fantigrossi.

Quali? “Tra le altre cose che venga riconsegnato all’Agenzia del Demanio o a chi di competenza il possesso e la detenzione dei beni demaniali costituenti il compendio della diga e dei relativi apparati produttivi. Con contestuale diffida a far cessare, anche nelle more del procedimento concessorio, ogni prelievo di risorsa idrica da parte di soggetti privi di titolo ed eccedente le effettive e comprovate esigenze idropotabili della città di Genova”.
Il documento – viene riportato integralmente seguito poi da un allegato alla memoria che l’avvocato ha inviato agli enti sotto elencati. La documentazione è stata inviata a vari ministeri dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Direzione Generale Uso sostenibile del Suolo e delle Acque, a quello delle Infrastrutture e dei Trasporti Direzione Generale per le dighe e le infrastrutture idriche, all’Autorità di Bacino distrettuale del Fiume PO Segretario Generale, All’Agenzia del Demanio Direzione Governo del Patrimonio, all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Alla Regione Emilia-Romagna Direzione Generale Cura del Territorio e dell’ambiente, Alla Regione Liguria Direzione Generale Ambiente Alla Regione Lombardia Direzione Generale Ambiente e Clima Al Gestore dei Servizi Energetici – GSE Spa
Il testo integrale della memoria
Oggetto del documento: Derivazione delle acque del torrente Brugneto (affluente del Fiume Trebbia – Bacino idrografico del Po) – procedimenti per il rilascio di concessioni di grande derivazione – memoria ex art. 10 Legge n. 241/1990 e s.m.i.
** ** 2 1. Quanto alle istanze di “rinnovo” presentate da IRETI s.pa.
alla Regione Liguria.
E’ pacifico che le pregresse concessioni venute a scadenza non costituiscono titolo valido per procedere ad un loro “rinnovo” per plurime ragioni:
- a) peresserestateasuotempoceduteadunsoggettoterzo(oraIRETI spa) senza il prescritto nulla osta ministeriale;
- b) perché le istanze di rinnovo sono state presentate da soggetto diverso e distinto dall’originario concessionario e trattandosi di provvedimenti rilasciati “ad personam” non è consentita alcuna forma di surrogazione o delega;
- c) trattandosi di concessione di beni pubblici (la risorsa idrica e le relative infrastrutture di presa e di sfruttamento) il rinnovo senza procedura di gara è precluso dalla incompatibilità con i principi e le norme del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea in materia di concorrenza e di parità di trattamento (artt. 106 e 107 TFUE).
2. Quanto alla competenza al rilascio delle nuove concessioni.
Il MASE, in risconto all’istanza, con nota in data 6.09.2024, ha richiesto all’Autorità di Bacino di valutare la sussistenza delle condizioni di opportunità per l’avvio delle procedure previste dall’art. 158 del D.Lgs. n. 152/2006.
L’Autorità di Bacino distrettuale del fiume PO, con nota di riscontro in data 9.12.2024, ha confermato che trattasi di “un trasferimento di risorsa fuori Distretto” e comunicato l’avvio di “ulteriori approfondimenti” con le Regioni interessate per pervenire ad una “soluzione condivisa in grado di garantire un uso ponderato della risorsa afferente al bacini del Brugneto”.
Essendo pacifico che il flusso naturale delle acque di cui trattasi travalica il territorio della Liguria e alimenta il bacino del PO, sussiste il presupposto indicato dall’art. 158 già richiamato, disposizione che:
- a) alcomma1prevedel’iniziativadell’AutoritàdiBacinoinordinealla promozione di un “accordo di programma” tra le “Regioni interessate” (ad oggi le sole Liguria ed Emilia, mentre appare 3 evidente che la sottrazione di acque destinate naturalmente ad alimentare il PO riguarda anche altre Regioni, in primis la Lombardia);
- b) sempre al comma 1, è previsto un “concerto” tra i due ministeri (“MASE e MIT) e la fissazione di un termine per definire gli accordi;
- c) al comma 2, in caso di mancato rispetto del termine, l’invio di una diffida e la possibilità di intervento in via sostituitiva;
- d) al comma 3 contiene la dichiarazione delle “opere ed impianti necessari..” come opere di “interesse nazionale” e la chiara indicazione secondo la quale “Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare esperisce le procedure per la concessione d’uso delle acque ai soggetti utilizzatori e definisce la relativa convenzione tipo”.
Appare del tutto evidente che la Regione Liguria è priva di competenza rispetto alle istanze di rinnovo presentate da IRETI spa. le quali, afferendo alla medesima risorsa idrica e ai medesimi beni ed impianti di cui alla procedura avviata con l’istanza delle formazioni sociali dal sottoscritto rappresentate, risultano improcedibili.
3. Quanto alla titolarità della diga e dei relativi impianti e all’obbligo di riconsegna e spettanza incentivi GSE.
Gli intervenienti, con esposto istanza in data 10 aprile 2025, integrato con note in data 15 luglio 2025 e 16 aprile 2026 indirizzate all’Agenzia del Demanio, Direzione Generale, hanno rappresentato la natura di bene demaniale della Diga e dei relativi impianti e l’obbligo, al termine del rapporto concessorio, di riconsegna degli stessi da parte di chi li detiene senza titolo.
L’Agenzia ad oggi ha dato riscontri interlocutori, ma ha comunque affermato, con nota in data 26.01.2026, che allo stato “non sembrerebbero emergere dubbi in ordine al fatto che lo Stato si trovi già nella disponibilità e titolarità della Diga del Brugneto.
Ne consegue anche la necessità di una verifica della spettanza dei proventi finanziari (incentivi GSE) generati dagli impianti quanto meno nell’ultimo decennio.
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4. Sulle finalità e i criteri per la determinazione del 4 contenuto delle concessioni.
Ad oggi i vari soggetti interventi a vario titolo nel procedimento hanno dibattuto circa il volume d’acqua da rilasciare da parte della Diga del Brugneto verso il versante emiliano, sostanzialmente reputando che questo sia l’unico parametro cui rapportare il contenuto delle concessioni (ad uso idropotabile e ad uso idroelettrico) e dando per acquisita la spettanza dei titoli in capo al Comune di Genova e, per esso, alla Società IRETI spa.
Su quest’ultimo erroneo presupposto si rimanda a quanto già in precedenza rilevato.
Quanto al primo profilo vanno richiamati, in primo luogo, i principi e i vincoli dell’azione comunitaria in materia di acque (in primis indicati dalla Direttiva 2000/60/CE la quale ha come primo presupposto la dichiarazione che “l’acqua non è un prodotto commerciale al pari degli altri, bensì un patrimonio che va protetto, difeso e trattato come tale” (Considerando n. 1). E’ pure confermata “la necessità di intervenire per tutelare le acque comunitarie sia sotto il profilo qualitativo che quantitativo” (Considerando n. 4) e che occorrono “misure atte a garantire la protezione ed un utilizzo sostenibile delle acque nell’ambito del bacino idrografico” (Considerando n. 13) e che “sotto il profilo quantitativo è opportuno istituire principi generali per limitare l’estrazione delle acque, al fine di garantire uno sviluppo sostenibile sotto il profilo ambientale dei sistemi idrici interessati” (Considerando n. 41).
Il legislatore nazionale ha dato attuazione a tali principi e indirizzi, peraltro rafforzati e rilanciati nella più ampia visione della novella costituzionale che ha interessato gli artt. 9 e 41 Cost., in primo luogo fissando all’art. 65 del D. Lgs. n. 152/2006 il valore, le finalità e i contenuti del Piano di bacino distrettuale, cui ogni provvedimento che dispone per un lungo periodo di tempo la destinazione di una risorsa idrica deve necessariamente rapportarsi.
In secondo luogo, è il già richiamato art. 158 del medesimo testo legislativo che richiama i principi e i vincoli posti dall’art. 144, che anche in assenza di piano devono essere osservati e che sono i seguenti:
“1. Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, appartengono al demanio dello Stato.
2. Le acque costituiscono una risorsa che va tutelata ed utilizzata secondo
criteri di solidarietà; qualsiasi loro uso è effettuato salvaguardando le 5 aspettative ed i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale.
3. La disciplina degli usi delle acque è finalizzata alla loro razionalizzazione, allo scopo di evitare gli sprechi e di favorire il rinnovo
delle risorse, di non pregiudicare il patrimonio idrico, la vivibilità dell’ambiente, l’agricoltura, la piscicoltura, la fauna e la flora acquatiche,
i processi geomorfologici e gli equilibri idrologici.
4. Gli usi diversi dal consumo umano sono consentiti nei limiti nei quali le
risorse idriche siano sufficienti e a condizione che non ne pregiudichino la
qualità”.
Il rispetto di questo quadro regolatorio impone di rovesciare i termini del
confronto in atto tra gli attori dei procedimenti in atto.
Ferma e indiscussa la priorità dell’utilizzo per il consumo umano degli
utenti del servizio acquedottistico della città di Genova, il dato da cui
occorre prendere le mosse non è il quantitativo del rilascio per tutti gli altri
utilizzi nel versante padano, ma è proprio la corretta individuazione dell’effettivo fabbisogno del prelievo dal Brugneto il presupposto necessario per la definizioni del contenuto delle nuove concessioni, con evidente esclusione dell’uso idroelettrico che non gode del criterio preferenziale di cui sopra.
Tale effettivo fabbisogno evidentemente per essere correttamente identificato richiede di verificare se sussistano – e in che misura – nel territorio genovese disponibilità di risorsa per usi potabili che consentano di soddisfare l’utenza in via alternativa e prioritaria rispetto al prelievo delle acque del Brugneto.
Ad oggi dai documenti acquisiti con le istanze di accesso formulate alla Regione Liguria e all’Autorità di Bacino non risulta che tale indagine istruttoria sia stata svolta.
Al riguardo si produce (All. 1) un’analisi del sistema acquedottistico genovese redatto dagli esponenti, sulla base della consultazione di documenti ufficiali disponibili in rete, dalla quale risulta che la Città di Genova ha una disponibilità di risorsa idrica, senza l’apporto del Brugneto, pari a 110 milioni di mc su base annua e che ad uso idropotabile il gestore immette nell’acquedotto 66.4 milioni di mc.
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Tutto quanto sopra considerato, richiamate le istanze già formulate e in 6 atti
SI CHIEDE CHE
– venga riconsegnato all’Agenzia del Demanio o a chi di competenza il possesso e la detenzione dei beni demaniali costituenti il compendio della diga e dei relativi apparati produttivi. Con contestuale diffida a far cessare, anche nelle more del procedimento concessorio, ogni prelievo di risorsa idrica da parte di soggetti privi di titolo ed eccedente le effettive e comprovate esigenze idropotabili della città di Genova.
– l’Autorità di Bacino concluda gli approfondimenti istruttori, anche tenendo conto della presente memoria, ai sensi dell’art. 158 D.Lgs. 152/2001 e fornendo ai Ministeri competenti il “parere vincolante” previsto dall’art. 7 del R.D. n. 1775/1993;
– i Ministeri competenti stabiliscano il termine di cui al comma 1 del medesimo art. 158 D. Lgs. 152/2001;
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Le considerazioni che seguono sono una sintesi di una lunga analisi che è stata allegata alla suddetta memoria stesa dall’avvocato Umberto Fantigrossi inviata a vari enti interessati al rinnovo della convenzione per la diga del Brungeto che investe direttamente il fiume Trebbia e la sua valle. I contenuti del documento che segue contengono un’analisi interessante e altrettate proposte riguardanti il sistema acquedottistico genovese ed è stato aggiornate nel mese di giugno di quest’anno.
Il documento inviato ai ministeri e agli enti coinvolti nella gestione delle acque
IL SISTEMA IDRICO GENOVESE E LA DISPONIBILITA’ DELLA RISORSA DEL BRUGNETO
Dati ricavati dal Piano d’Ambito dell’ATO Genovese 2009-2032
Il sistema idrico Genovese è il principale sistema acquedottistico e garantisce l’approvvigionamento idrico del Comune di Genova e dei comuni limitrofi ad esso interconnessi. Utilizza principalmente il sistema degli invasi artificiali del Brugneto, Noci, Gorzente e Busalletta e le prese dei torrenti Scrivia, Bisagno, Leiro-Cerusa. Localmente l’approvvigionamento viene integrato attraverso l’utilizzo di acque di falda (Pozzi Voltri, Polcevera, Trebisonda e Giusti). Le acque invasate all’interno dei serbatoi artificiali utilizzati per scopo idropotabile sono utilizzate sia direttamente previo il trattamento agli impianti di potabilizzazione che indirettamente attraverso il sostentamento delle portate di quei corsi d’acqua utilizzati per l’approvvigionamento idrico durante i periodi di magra.
Scendendo nel dettaglio del Comune di Genova, uno dei problemi che storicamente ha condizionato una equilibrata distribuzione della risorsa idrica è stata la separazione dei tre principali sistemi di distribuzione acquedottistici:
• Acq. AMGA/Genova Acque S.p.A. • Acq. DeFerrari Galliera S.p.A.
• Acq. Nicolay S.p.A.
Dopo i primi interventi, risalenti rispettivamente al 1990 e al 2003, al termine dei quali era possibile trasferire da un sistema acquedottistico all’altro quantità d’acqua pari a circa 300 l/s, gli interventi ultimati nel luglio del 2005 hanno completato la condotta di interconnessione posta tra la Val Bisagno e la Val Polcevera che, essendo collegata a una stazione di pompaggio, è in grado di trasferire significativi quantitativi di acqua tra le diverse reti.
DISPONIBILITA’ DI RISORSA DIVISA PER INFRASTRUTTURA:
PRINCIPALI INVASI
• Invaso del Brugneto : il bacino artificiale del Brugneto, attualmente la maggior riserva idrica della regione Liguria, è originato da una diga a gravità alleggerita posta sul torrente omonimo, affluente di sinistra del Trebbia. L’acqua, dopo aver attraversato una piccola centrale idroelettrica, posta nei pressi della diga, percorre un canale di lunghezza pari a 14 km., quasi tutto in galleria. Dopo alcuni chilometri una derivazione consente di alimentare il lago di Val Noci. Una volta utilizzata per produrre energia elettrica alla centrale di Canate, l’acqua, dopo aver inglobato anche le risorse provenienti dall’opera di presa delle acque fluenti del torrente Lavena, raggiunge l’impianto di potabilizzazione di Prato.
• Invaso del Gorzente : il complesso dei laghi del Gorzente, formato dai laghi Badana, Lungo e Lavezze, raggiunge un invaso totale di 12 milioni e mezzo di metri cubi e sottende un bacino imbrifero di 24 chilometri quadrati. I laghi sono posti a quote comprese tra i 717 e 647 m.s.l.m. mentre le tre dighe sono alte rispettivamente 51, 39 e 37 metri. L’acqua derivata dai tre invasi raggiunge, mediante una galleria lunga 2.300 metri, il versante tirrenico a quota 622 m.s.l.m.; prima questa viene utilizzata per produrre energia elettrica alla centrale di Isoverde, e in seguito raggiunge l’impianto di potabilizzazione dove, una volta sottoposta alle varie fasi di trattamento, viene immessa nella rete di distribuzione. Ogni anno vengono erogati dai laghi del Gorzente circa 25 milioni di metri cubi di acqua.
• Invaso della Busalletta : il lago della Busalletta, generato artificialmente da uno sbarramento in calcestruzzo, è la seconda fonte di approvvigionamento dell’Acquedotto Nicolay, dopo la presa sul torrente Scrivia, con una capacità di 4,5 milioni di metri cubi d’acqua. La derivazione dal lago rappresenta un’integrazione alle acque captate dallo Scrivia nei periodi di magra del torrente. Le derivazioni della Busalleta vengono miscelate a quelle dello Scrivia e addotte all’impianto di potabilizzazione di Mignanego tramite un canale in muratura lungo circa 3,5 km.
• Invaso di Val Noci : l’acqua del Val Noci è stata fino a tutti gli anni ‘50 la principale fonte di approvvigionamento idrico per il sistema degli acquedotti AMGA. Negli anni della ricostruzione post bellica tuttavia, la disponibilità idrica cominciò ad essere inadeguata alle rinnovate esigenze di vita della collettività cittadina: si intraprese così la costruzione della diga del Brugneto. Oggi l’invaso del Val Noci costituisce una riserva ulteriore di risorsa, alimentata dalle acque del Brugneto, della capacità di 3.3 milioni di metri cubi.
LE ACQUE FLUENTI
le acque fluenti utilizzate garantiscono un fondamentale apporto all’approvvigionamento idrico sia del sistema integrato di acquedotti costieri che di piccole realtà locali dei comuni montani. Le più significative prese di acque fluenti in termini di portate derivate sono:
• la presa sul torrente Scrivia che può fornire fino a 22 milioni di mc/anno;
• la presa sul Bisagno, che comporta una derivazione d’acqua fino a circa 14 milioni di mc/anno e sul Lavena;
• le prese sul Leira e sul Cerusa che alimentano l’impianto di potabilizzazione di Voltri con una potenzialità di 10 milioni mc/anno.
I POZZI COSTIERI O DI SUB ALVEO:
I pozzi costieri e di subalvo rappresentano importanti integrazioni al sistema di approvvigionamento. Le risorse più rilevanti sono le seguenti:
• gli impianti sul torrente Polcevera, di via della Pietra e passo Torbella con un volume medio annuo di prelievo pari a 18 milioni di metri cubi/anno;
• gli impianti di Via Trebisonda, con una potenzialità estrattiva di circa 100 l/sec., e di Piazza Giusti, potenzialità pari a 360 l/s, (capacità estrattiva pari a 10 milioni di mc/anno);
• i pozzi di Recco con potenzialità di 50 l/s;
• i pozzi di Casella attingenti dal subalveo torrente Scrivia (pari a circa 30 l/s). Tabella riassuntiva dell’approvvigionamento idrico ATO Genovese
Invaso del Gorzente: con una capacità di 25 milioni di mc
Invaso della Busalletta: con una capacità di 4.5 milioni di mc
Invaso di Val Noci: con una capacità di 3.3 milioni di mc
La presa sul torrente Scrivia che può fornire fino a 22 milioni di mc
La presa sul torrente Bisagno e sul Lavegna che può fornire fino a 14 milioni di mc La presa sul torrente Leira e sul Ceruso che può fornire fino a 10 milioni di mc Pozzi sul torrente Polcevera che possono fornire fino a 18 milioni di mc
Pozzi di Via Trebisonda e di Piazza Giusti che possono fornire fino a 10 milioni di mc Pozzi di Recco che possono fornire fino a 1.5 milioni di mc
Pozzi di Casella che possono fornire fino a 1 milioni di mc
TOTALE DISPONIBILITA’ SENZA IL BRUGNETO = 110 milioni di mc
Complessivamente, sommando tutte le fonti (compreso il Brugneto, apporto stimato 38 milioni di mc) arriviamo ad una disponibilità di risorsa superiore ai 140 milioni di mc
IL VOLUME EROGATO E LA DOTAZIONE PRO-CAPITE
Il volume erogato rappresenta il totale dell’acqua che il gestore distribuisce alle utenze qualunque sia la tipologia di queste ultime o la modalità con cui l’acqua viene di fatto consegnata all’utenza. Nel Piano d’Ambito dell’ A.T.O Genovese, il volume erogato viene misurato attraverso contatori in maniera quasi generalizzata per le utenze, anche se rimangono presenti alcune realtà con contabilizzazione a forfait (bocca tassata). Inoltre i consumi di altra natura quali per esempio le perdite di processo, antincendio, pulizia reti, ecc., continuano ad non essere misurati nella gran parte dei casi. Nel volume erogato dovrebbero per correttezza essere compresi tutti gli usi, dalle fontane pubbliche all’acqua utilizzata per i lavaggi delle tubazioni e delle strade.
Il dato 2008 relativo al volume erogato a livello di A.T.O. è di 82.622.625 m cubi con una previsione al 2033 di 79.918.297 mc. Con una determinazione della dotazione pro-capite per tutti gli usi, che rappresenta il volume complessivo erogato per tutti gli usi (domestico e non domestico) diviso la popolazione residente: tale valore risulta pari a 255 litri/abitante/giorno.

IL SISTEMA IDRICO GENOVESE E LA DISPONIBILITA’ DELLA RISORSA DEL BRUGNETO
Dati ricavati dal documento presentato da IRETI alle Regione Liguria per il rinnovo della concessione
La documentazione tecnica allegata alla domanda di rinnovo della concessione presentata da IRETI si basa, sulla modellazione del sistema idrico potabile genovese mediante il software Aquator1 effettuata al fine di studiare il comportamento del sistema idrico stesso nei prossimi anni tenendo conto dei cambiamenti climatici e di possibili disservizi sulla rete.
Per fare questo il modello viene implementato con una serie di dati sulla disponibilità di risorsa divisa per tipo di risorsa, sul fabbisogno idropotabile stimato, sugli effetti dei cambiamenti climatici e per ultimo su possibili disservizi che possono colpire una o più fonti. Di seguito si riportano le principali fonti di approvvigionamento, il fabbisogno idropotabile, il bilancio del sistema idrico genovese.


PRESE ACQUA FLUENTE
Torrente Scrivia
L’opera di presa ad acqua fluente sul torrente Scrivia è situata a Busalla (GE) e sottende un bacino pari a 156 km2.La portata media derivata concessa è pari a 700 l/s.
Torrente Bisagno
L’opera di presa sul torrente Bisagno è situata in località La Presa, nel Comune di Bargagli (GE), e sottende un bacino di 34 km2.La portata media derivata concessa è pari a 200 l/s.
Torrente Lavena
L’opera di presa sul torrente Lavena è situata al confine tra il Comune di Genova e il Comune di Davagna, circa 2 km a monte della confluenza con il torrente Bisagno, e sottende un bacino di 7.1 km2.La portata media derivata concessa è pari a 100 l/s.
POZZI
Bisagno
400 l/s, corrispondenti a 1.04 Mm3/mese.
Polcevera
500 l/s, pari a 1.3 Mm3/mese.
Cerusa
300 l/s, pari a 0.8 Mm3/mese.
Tabella riassuntiva dell’approvvigionamento idrico IRETI
Invaso del Brugneto: con una capacità di 20 milioni di mc (senza il volume morto) Invaso Val Noci: con una capacità di 3 milioni di mc (senza il volume morto)
Invaso Buselletta: con una capacità di 4.1 milioni di mc (senza il volume morto)
Invaso Gorzente-Lavezze: con una capacità di 2.1 milioni di mc (senza il volume morto) Invaso Gorzente-Lungo: con una capacità di 3.1 milioni di mc (senza il volume morto) Invaso Gorzente-Badana: non disponibile
La presa sul torrente Scrivia: con una capacità di 22.5 milioni di mc La presa sul torrente Bisagno: con una capacità di 6.3 milioni di mc La presa sul torrente Lavena: con una capacità di 3.2 milioni di mc Pozzi Bisagno: con una disponibilità di 12.5 milioni di mc
Pozzi Polcevera: con una disponibilita di 15.8 milioni di mc
Pozzi Cerusa: con una disponibilità di 3.5 milioni di mc
TOTALE DISPONIBILITA’ con IL BRUGNETO PARI A 103.3 MILIONI DI MC
TOTALE DISPONIBILITA’ SENZA IL BRUGNETO PARI A 83.3 MILIONI DI MC
IL VOLUME EROGATO
Il volume erogato rappresenta il totale dell’acqua che il gestore distribuisce alle utenze qualunque sia la tipologia di queste ultime o la modalità con cui l’acqua viene di fatto consegnata all’utenza.
L’attuale gestore del Servizio Idrico Integrato IRETI dichiara un volume di acqua immesso nel sistema acquedottistico pari a 66.4 milioni di mc
VALUTAZIONI
I dati forniti dall’Autorità di Pianificazione e dell’attuale gestore del Sistema Idrico Integrato IRETI non corrispondono. Mentre l’ATO dichiara una disponibilità di risorsa pari a 140 milioni di mc e un volume erogato pari a 82 milioni di mc, IRETI dichiara una disponibilità di 103 milioni di mc ed un volume erogato pari a 66.4 milioni di mc.
BILANCIO DEL SISTEMA IDRICO GENOVESE
Nella documentazione presentata da IRETI si fa il bilancio del sistema idrico genovese mettendo a confronto l’insieme delle entrate con le uscite. La tabella sotto riportata stima il bilancio:


Entrate (Acqua che entra nel sistema ) 95.6 Mmc
Uscite (Acqua che viene distribuita) 95.2 Mmc
Uso idropotabile (Acqua che viene immessa nell’acquedotto) 66.4 Mmc
Il dato più interessante da porre all’attenzione è che per uso idropotabile si usano 66.4 Mmc su un volume prelevato dalle varie fonti di 95.6, con una differenza di 29 Mmc Molto interessante il dato degli sfiori, pari a 6.7 milioni di Mmc che vengono rilasciati nel caso del Brugneto, dalla centrale di Canate e quindi verso il versante ligure.
Ancora di più interessante il dato delle ri-immissioni a fini idroelettrici, pari a 12.4 Mmc in cui si riesce a turbinare più acqua di quella che viene distribuita negli acquedotti.
Il volume morto degli invasi
Come tutti gli invasi appenninici una quota consistente della capacità di invasi è rappresentata da che limitano la stessa capacità:
+ Volume morto (Il volume che non può essere utilizzato perché sostanzialmente è fango

sia della qualità dell’acqua invasata sia del corpo recettore. Le operazioni di svaso, sghiaiamento e sfangamento delle dighe sono effettuate sulla base di un progetto di gestione di ciascun invaso).
Non ci risulta che la diga del Brugneto abbia tale Progetto di Gestione.
L’INVASO DEL BRUGNETO
Fonte documentazione IRETI
Il Lago del Brugneto ha un volume massimo di 25.6 Mm3. La diga è stata inaugurata nel 1960, e non è mai stata svasata. Sul fondo del lago vi è un importante quantitativo di fango dovuto alla decantazione naturale dell’acqua in un lago così profondo (circa 60 metri di profondità). Dalle analisi dell’acqua si nota, con l’aumentare della profondità, un peggioramento sensibile della qualità dell’acqua, con particolare riferimento alla torbidità, alla presenza di metalli (in particolare Manganese) ed alla carenza di Ossigeno disciolto.
Pertanto si può stimare che circa 3 Mm3 siano di Volume Morto, ovvero di un volume che non è possibile utilizzare per questioni qualitative: l’acqua di tale Volume Morto non riuscirebbe a soddisfare i requisiti di legge richiesti dal D. Lgs. 18/2023, che regola la qualità delle acque destinate al consumo umano. Circa il 20 % del volume totale disponibile, quindi ulteriori 5.1 Mm3, lo consideriamo invece Volume di Emergenza, ovvero una quota parte dell’acqua che si cerca di conservare per supplire a problemi del sistema idrico genovese interconnesso o per periodi di particolare e perdurante siccità.
Fonte Analisi Idrologica del bacino del Brugneto AdBPO



Fonte Ireti
In media il volume invasato è 38 Mmc. Notare i dati del 2015 75 Mmc, del 1978 63 Mmc, del 2001 55Mmc ed altri tutti superiori ai 45 Mmc. Solo nel 2022 e nel 2006, il volume di invaso e sceso sotto i 20 Mmc
BRUGNETO ALARM
L’attuale gestore, sempre nella documentazione presentata per il rinnovo della concessione, introduce il concetto di volume di allarme. Quel volume che si propone di non intaccare per non ricorrere a prelievi di emergenza da altre fonti.

Fonte Analisi Idrologica del bacino del Brugneto AdBPO Quanta acqua del Brugneto entra negli acquedotti genovesi
La figura 4 permette il confronto tra i volumi di precipitazione, i volumi per uso potabile e i volumi per i rilasci irrigui e ecologici. Si può notare che per tutti i mesi, tranne per i tre mesi estivi (giugno, luglio, agosto) Il volume delle precipitazioni è superiore agli usi. Molto interessante è la quantità di risorsa distribuita a fini potabili. Nei tre mesi estivi (giugno, luglio, agosto), vengono utilizzati, mediamente 5 milioni di mc (1.57, 1.64, 1.69).
Allo stesso tempo occorre rilevare che la somma dei volumi a piè di diga, 28.6 Mmc è sostanzialmente diversa dalla somma dei volumi utilizzati a fini idropotabili 18.36 Mmc. Calcolando che il DMV del Brugneto sono circa 3.5 Mmc, all’appello mancano circa 6.5 Mmc.
Dove vanno a finire?

Quanta acqua contiene l’invaso del Brugneto
La figura 6 permette di valutare il volume invasato nell’anno medio riferito al periodo 2017-2023.
Da un volume di 11 milioni di mc ad inizio ottobre, si arriva a 22 milioni di mc ad inizio giugno, per arrivare a 14 milioni di mc a inizio settembre

Valutazioni
Per quanto riguarda il volume delle precipitazioni , si evidenziano afflussi importanti a partire dal mese di settembre, e dal mese di ottobre e novembre. Questo permette di ipotizzare che a fine agosto possa essere posto il minimo volume disponibile. Volume minimo che verrà immediatamente integrato già a partire da settembre.
Per quanto riguarda gli usi potabile si nota che nei tre mesi estivi (giugno, luglio, agosto) l’utilizzo medio è di circa 5 milioni di mc.
Per quanto riguarda il volume invasato, il volume iniziale di ottobre è 12 milioni di mc, mentre il volume di inizio estate (giugno) è pari 22 milioni di mc dell’anno medio, per arrivare a fine estate (agosto) ai 14 milioni di mc dell’anno medio.
I RILASCI VERSO LA VAL TREBBIA, METTONO IN CRISI IL SISTEMA IDRICO INTEGRATO GENOVESE?
IRETI nella documentazione allegata al rinnovo della concessione, sostiene che mantenendo i rilasci a valle, si metterebbe in crisi il sistema idropotabile di Genova. Però allega una tabella in cui si stima cosa succederebbe in caso di mancato rilasci verso la Val Trebbia.


Come ben si vede in assenza di rilasci non viene incrementato la quota degli acquedotti, ma solo quella degli sfiori e delle ri-immissioni idroelettriche. Ciò a dimostrazione che i rilasci verso la Val Trebbia sono ininfluenti per il sistema idrico integrato genovese.
CONCLUSIONI
Genova ha bisogno dell’acqua del Brugneto?
I dati forniti dall’Autorità di Pianificazione e dall’attuale gestore del Sistema Idrico Integrato IRETI dimostrano che il Sistema Idrico Integrato Genovese può fare a meno della risorsa Brugneto. l’ATO dichiara una disponibilità di risorsa pari a 140 milioni di mc e un volume erogato pari a 82 milioni di mc, IRETI dichiara una disponibilità di 103 milioni di mc ed un volume erogato pari a 66.4 milioni di mc.
Bilancio Idrico: come viene usata l’acqua derivata
- Entrate (Acqua che entra nel sistema ) 95.6 Mmc
- Uscite (DMV+Rilasci agricoltura+Sfiori+Ri-immissioni idroelettriche) 95.2 Mmc
- Uso idropotabile (Acqua che viene immessa nell’acquedotto) 66.4 Mmc
- Il dato più interessante da porre all’attenzione è che per uso idropotabile si usano 66.4 Mmc su un volume prelevato dalle varie fonti di 95.6, con una differenza di 29 Mmc
- Molto interessante il dato degli sfiori, pari a 6.7 milioni di Mmc che vengono rilasciati nel caso del Brugneto, dalla centrale di Canate e quindi verso il versante ligure.
- Ancora di più interessante il dato delle ri-immissioni a fini idroelettrici, pari a 12.4 Mmc in cui si riesce a turbinare più acqua di quella che viene distribuita negli acquedotti.
- Come viene usata l ’acqua del Brugneto
- La somma dei volumi presenti a piè di diga, 28.6 Mmc , mentre la somma dei volumi utilizzati a fini idropotabili è di 18.36 Mmc. Calcolando che il DMV del Brugneto è di circa 3.5 Mmc, all’appello mancano circa 6.5 Mmc. Dove vanno a finire?
- I Rilasci versa la Val Trebbia mettono in crisi il Sistema idrico Genovese?
- IRETI nella documentazione allegata al rinnovo della concessione, sostiene che mantenendo i rilasci a valle, si metterebbe in crisi il sistema idropotabile di Genova. Però allega una tabella in cui si stima cosa succederebbe in caso di mancato rilasci verso la Val Trebbia.


Bilancio medio (Entrate / Uscite) del sistema idrico genovese nei 53 anni simulati senza rilasci irrigui
Come ben si vede i rilasci a valle senza quelli irrigui, passano da 9.8 a 8.1 Mmc Gli sfiori passano da 6.7 a 6.9 Mmc
Le reimmissioni ad uso idroelettrico passano da 12.4 a 13 Mmc
L’immissione nel sistema acquedottistico rimane di 66.3 Mmc
Come ben si vede in assenza di rilasci non viene incrementato la quota degli acquedotti, ma solo quella degli sfiori e delle reimissioni idroelettriche. Ciò a dimostrazione che i rilasci verso la Val Trebbia è ininfluente per il sistema idrico integrato genovese.
Quale accordo tra Genova e Piacenza
Il raffronto tra volumi invasati ed utilizzo potabile ci porta a considerare partendo da un valore minimo di 5 milioni di mc, volume che IRETI definisce come Brugneto Alarm, che deve sempre essere presente a fine agosto, una disponibilità di risorsa per i rilasci a valle, per i mesi estivi, di 17 milioni di mc (22-5) dell’anno medio.
Stimando in 5 milioni di mc l’utilizzo idropotabile dell’acqua del Brugneto si arriva ad una disponibilità di acqua per i rilasci verso la Val Trebbia di 12 milioni di mc (17-5) dell’anno medio, compresi i rilasci per il DMV (circa 1.5 Mmc nel periodo estivo).
Questo avrebbe un duplice vantaggio, aumentare notevolmente il valore dei rilasci a valle, permettendo di spalmarli per l’intero periodo estivo, evitando pericolose variazioni del livello del fiume Trebbia, e arrivare all’inizio del periodo più piovoso, con l’invaso vuoto, in grado di invasare importanti volumi di precipitazioni, evitando i pericolosi rilasci dovuti a ragioni di sicurezza, che producono piccole o grandi alluvioni al bacino del Trebbia. Rimane da stabilire il meccanismo di verifica e di controllo delle condizioni di inizio estate, fine estate e previsioni di utilizzo. La Commissione Rilasci implementata presso l’Autorità di Bacino del Po, è sicuramente in grado di programmare e di controllare, anno per anno i rilasci che più garantiscono la disponibilità di risorsa per gli usi potabili, che sono sempre prioritari, con quelli disponibili per i rilasci a valle.
Per ultimo le proiezioni della risorsa erogata nei 25 anni di previsione del Piano d’Ambito, dimostra la possibilità di ridurre nel tempo la risorsa erogata con buone possibilità di incrementare i rilasci a valle. In uno scenario più avanti nel tempo un piano di investimenti per ridurre le perdite, migliorare l’interconnessione delle reti, l’utilizzo di tutte le risorse disponibili (Lago del Gorzente, derivazione del Laccio e piccoli bacini atti a laminare le piene frequenti, l’utilizzo a fini idropotabile dell’invaso di Giacopiane, permetterebbe entro uno scenario di circa 10 anni di affrancare il Sistema Idrico Integrato dal Brugneto, permettendo il completo rilascio vero il Versante della Val Trebbia e del Po, garantendo sempre, che in caso di improvviso fabbisogno, l’alimentazione dell’acquedotto genovese.
Giugno 2026
COMITATO DIFESA VALTREBBIA