Annibale, percorso introspettivo nella città invisibile
Cesura, TIFF e la Città Moderna, i collettivi in una mostra di foto, voci, filmati, suoni a XNL. Fino al 2 marzo
Si chiama Annibale Photobuster Piacenza 2025. E’ più di una mostra, più di un laboratorio d’immagini, voci, suoni luoghi e volti. È un percorso introspettivo che obbliga ciascuno di noi a vedere, a entrare in una città multiforme, celata in anfratti bui e nascosti che ci ostiniamo a non vedere. La città invisibile.

Il risultato finale che si mostra al visitatore è frutto di sensibilità diverse. Sono nate per la curiosità di vivisezionare il luogo in cui si vive, conoscerne gli aspetti più nascosti e poi, tanto magistralmente coordinato da offrirsi come l’esibizione di un’orchestra visiva in cui ogni componente trova il suo ritmo armonizzandosi con l’altro. Ne esce l’interpretazione corale di uno spazio urbano che continuiamo a immaginare spezzato, diviso in gironi (uppertown e downtown) l’uno staccato dall’altro. Non è così.

La mostra, aperta il 7 febbraio, resterà visitabile fino al 2 marzo.
Annibale – Che ci racconta?
Abbacinati e travolti dai contorni della vita di tutti i giorni su cui ci si deve adagiare, pena l’esclusione, non vogliamo vedere la società che si è trasformata intorno a noi.





Può essere una ricchezza. Può essere una contaminazione positiva. Può essere l’evoluzione per stare meglio insieme. Basta conoscerlo. Se solo fossimo disposti a osservare, a capire e a immaginare quest’altra Piacenza che resta ai margini. Perennemente e quindi a priori esclusa. Non vediamo, non la pensiamo la città nascosta. Talvolta non la sopportiamo. Quasi sempre perché ne abbiamo paura.








Ciò che non si conosce si teme. Non c’è modo più semplice e più intelligente di guardare in faccia la realtà che ci circonda per regalarci dei passi avanti nella vita quotidiana di tutti.
Non lo facciamo. Convinti e paghi di quello che ci appare. Ci è sufficiente essere certi che ciò che vediamo in superficie non cambierà il nostro quieto vivere, i ritmi che abbiamo imparato e che siamo pronti a tramandare.
Il percorso intimistico, introspettivo su cui si sviluppa la mostra ci spara negli occhi quello che non si vede e non vogliamo vedere. Ci toglie dal calore dell’agiatezza egoistica in cui ci rannicchiamo.
Lo fanno i lavori in immagini, video, parole che sono racconti e musica i tre collettivi che a Piacenza lavorano per svelare quest’altra Piacenza: Cesura, La Città Minaccia e Tiff nello spazio espositivo di XNL Piacenza, Centro d’arte contemporanea, cinema, teatro e musica che hanno incontrato il favorevole sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano che sulla città, sulla struttura urbana che cambia ha già mostrato un interesse particolare dedicando varie mostre all’argomento.
Le due che hanno visto protagonisti i lavori di Prospero Cravedi sono un esempio. Quella in corso a XNL si presenta come una riflessione metropolitana che si addentra – anche crudemente – nelle contraddizioni del nostro tempo. Nella contemporaneità che è la realtà di oggi e che cammina veloce cambiando se stessa in corso d’opera.
Dieci gli artisti che ci offrono una delle tante facce dello spazio urbano che abitiamo. Questi i loro nomi. Per “Cesura” Arianna Arcara, Giorgio Dirindin, Chiara Fossati, Marco Zanella; per: “Tiff” Dallavalle-Guerrieri, Elisabetta Granata, Patrizio Maiavacca, Marco Rigamonti; per “La Città Minaccia”: Andrés E. Maloberti e Nicola Roda. Tutti, coordinati dal fotografo Alex Majoli, hanno lavorato fino all’ultimo minuto per rendere possibile l’apertura della mostra. Primo impatto il buio totale.


Primo impatto il buio totale. Si afferrano con gli occhi grandi tele che calano dall’alto, nulla ha contorni poi, improvvisamente, le tele si accendono, ti catturano, ti fanno girare in tondo quando scorgi i ritratti di ragazze giovanissime dalle espressioni smarrite in cerca di un sé ancora non definito; spaccati di vita lungo il Po e i resti che la presenza umana lascia sulle sue sponde; c’è anche l’acqua. Sì perché Piacenza è città d’acqua fin dai romani, tanti rivi e canali e lo è ancora anche se molti sono interrati.
Ci sono le immagini di umanità che respira la nostra stessa aria e che ci scivola attorno non vista, non considerata come fosse fantasma. Eppure la mostra comunica apertura e la disponibilità a raccontarsi e mostrare gli spazi di vita come la propria casa di famiglie marocchine, sudamericane. Ci sono le studenti cinesi del Conservatorio, un mondo parallelo di cui quasi non ci si accorge.
Ci ritroviamo di fronte alle istantanee della città dall’alto riprese a volo di drone e ancora le zone del lavoro povero: le logistiche di Castel San Giovanni e Piacenza, ma anche i racconti della vita vissuta ascoltata attraverso i vetri della casa di riposo che si trova sul Facsal. Spaccati di una città contemporanea. Un misto di bellezza e di contraddizione, disagi, preoccupazioni, ma anche vitalità di un corpo che si muove e muta strada facendo.
Tutto questo circonda il visitatore che vi è immerso (anche per effetto dell’intelligente esposizione circolare) e ne resta ammaliato. Resta quasi stregato dal viaggio nella città che non conosci.
All’uscita, insieme alla luce, senti che questo viaggio nella città nascosta cambierà d’ora in poi, la visuale con cui osservi le cose, le persone, la vita che ti scorre accanto.
Sì, quello spazio buio, quello spazio caleidoscopico di verità sconosciute che si è acceso con le immagini, che si è animato con le voci e la musica, quei volti da cui trasudano le storie sconosciute su cui si fissano tracce di speranza e angoscia insieme è stato un percorso di crescita.
Annibale – La presentazione
Alla presentazione della mostra prima dell’inaugurazione di venerdì 7 febbraio Mario Magnelli, vicepresidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano ha espresso apprezzamento per la volontà e l’impegno dei tre collettivi nell’elaborare, per la prima volta, un percorso condiviso. La direttrice di XNL Arte Paola Nicolin nell’introduzione ha ricordato che il progetto si inserisce in un percorso che XNL ha iniziato tempo fa per dar voce agli sguardi sulla città e il suo territorio. Il valore d Rete Culturai è stato il concetto sottolineato anche dall’assessore comunale Cristian Fiazza
Anche gli autori, in quella stessa occasione, hanno sottolineato lo specifico di una città di confine intesa fin da Annibale come città di passo. Dove si arriva si lascia qualcosa e poi si riparte.

Quella caratteristica ha determinato le stratificazioni urbane e non solo. Anche la contaminazione sociale che dà la fisionomia del posto in cui viviamo e di cui ci possiamo sentire maggiormente parte. Alex Majoli – che si è autodefinito editor della mostra – ha messo in rilievo il metodo utilizzato per mettere in scena la città.
Il segreto è stato creare un collante tra loro alfabeti espressivi diversi facendone un prodotto unitario in un viaggio di 20-25 minuti. Un viaggio – ha sottolineato – da cui si traggono tanti spunti per analizzare il presente.
Del resto la cultura serve per creare la politica e non viceversa. Il percorso proposto a XNL è una proposta, sostenuta da Rete Cultura, che arriva dal basso dai collettivi e che la Fondazione ha accolto.
Per due settimane a gennaio, la città è diventata il punto focale di un dialogo artistico tra tre collettivi: Cesura, TIFF e La Città Minaccia. Insieme, si sono immersi nella città per esplorarla, interpretarla e reimmaginarla, intrecciando le loro prospettive uniche in una narrazione visiva condivisa, attraverso una pluralità di sguardi e voci.
Antonella Lenti

Annibale – INFORMAZIONI UTILI
(materiale fornito da XNL)
Visite e incontri con gli autori
14 febbraio 2025 ore 18.30
Visit ANNIBALE con CESURA
talk e visita guidata con Marzo Zanella / Cesura
21 febbraio 2025 ore 18.30
Visit ANNIBALE con La Città Minaccia
talk e visita guidata con Nicola Roda e Andrés E. Maloberti
28 febbraio 2025 ore 18.30
Visit ANNIBALE con TIFF
talk e visita guidata con Fulvio Guerrieri
Partecipazione gratuita con prenotazione: info@xnlpiacenza.it
Visite guidate per le scuole
Venerdì 14, 21 e 28 febbraio, alla mattina, gli autori accompagneranno in visita alla mostra le classi delle scuole superiori.
Annibale – I PROGETTI ESPOSTI NELLA MOSTRA
(materiale fornito da XNL)
- Piacenza e Castel San Giovanni: i poli logistici
Il progetto fotografico di Arianna Arcara indaga le dinamiche dei poli logistici di Piacenza e Castel San Giovanni, epicentri di movimenti e scambi che hanno trasformato la geografia del territorio. Queste distese di cemento, crocevia di merci e lavoro, rappresentano non solo l’efficienza logistica ma anche un simbolo tangibile delle tensioni che attraversano il nostro tempo: il precariato, l’immigrazione e le fragilità del sistema economico.
Arcara esplora le contraddizioni di questi luoghi, alternando uno sguardo sulle grandi infrastrutture che orchestrano i flussi commerciali e sulle persone che operano in questi spazi, spesso invisibili ma centrali per il loro funzionamento. Il risultato è una riflessione su un paesaggio che è insieme concreto e simbolico, statico e in costante evoluzione.
- Piacenza terra di passaggio come ieri
Piacenza ha da sempre svolto il ruolo di “terra di passaggio”. Crocevia per mercanti, eserciti e pellegrini nel corso dei secoli, la città si è arricchita di un’identità multiculturale e di un mosaico di influenze diverse. Ancora oggi, la sua natura di luogo di confine e transito le conferisce un carattere cosmopolita e centro di scambi.
Con Photobuster Piacenza Giorgio Dirindin esplora le vite di coloro che attraversano la città come moderni viandanti, dalla stazione all’hub logistico, raccontando i loro luoghi e le loro persone.
- Avere 20 anni oggi
Com’è avere 20 anni oggi, tra social, solitudine, guerre e paura? Questo è ciò che ha spinto Chiara Fossati a creare il progetto Comete.
Da sempre affascinata dai giovani, in quel momento di vita pieno di possibilità e contraddizioni, ha deciso di ascoltarli e dar loro voce. Si rivolge alle ragazze, stelle che brillano o si infrangono contro la vita. Le incontra, intervista e fotografa ovunque: centri commerciali, scuole, piazze, catturando sogni e paure, per raccontare i mille modi di vivere i 20 anni.
A Piacenza durante Photobuster ha cercato di incontrare più giovani possibili per raccontare come vivono la provincia italiana, tra noia, incertezza e paura del futuro.
- Ricerca e cronaca quotidiana
Nell’ambito di Photobuster Piacenza, il lavoro di Marco Zanella nasce dall’incontro tra la sua ricerca personale e la cronaca quotidiana, in una sinergia che lo vede collaborare con il quotidiano Libertà.
Zanella si muove con sguardo curioso tra mondi che si intrecciano, uniti dalla cerniera di popoli che la città rivela essere e punto di connessione tra realtà sociali e culturali differenti nel tentativo di penetrarne i meandri e alla ricerca di una struttura sociale che non è mai monolitica, ma sempre fluida, complessa e talvolta sorprendente.
Zanella scopre così in Piacenza un avamposto sociale, punto di osservazione privilegiato delle trasformazioni culturali contemporanee, pronto a rivelare la propria essenza quando meno ce lo si aspetta.
- Un film sul contesto urbano
La coppia di autori Andrés E. Maloberti e Nicola Roda del collettivo La Città Minaccia ha lavorato alla realizzazione di un film che racconta il contesto urbano da una prospettiva inedita, nel tentativo di ribaltare i canoni narrativi classici solitamente associati alle piccole realtà di provincia del nord Italia.
Piacenza è stata spesso rappresentata come una terra di mezzo, una via di passo che tende inevitabilmente altrove, un altrove che proprio in quanto altro, sembra sempre essere automaticamente più interessante.
Questo film è stato un viaggio alla scoperta delle realtà di Piacenza più sconosciute, di quegli spazi urbani che sembrano più inaccessibili, con lo scopo di indagare la struttura di tutte le barriere visibili e invisibili che lacerano il tessuto sociale e politico nella società contemporanea, rendendolo un insieme di compartimenti stagni non comunicanti e spesso in conflitto.
- Architetture sconosciute del Novencento
L’architettura locale di pregio del Novecento, con particolare riferimento a quella inserita nel Censimento Nazionale Dei Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna, non è conosciuta ai più, sebbene valorizzata a livello accademico. Si vuole fornire, attraverso le foto di Dallavalle-Guerrieri, la giusta informazione anche attraverso audio peculiari o informativi.
- Visti dall’alto
L’excursus fotografico aereo sul territorio urbano Piacentino di Elisabetta Granata ricerca riferimenti topologici caratteristici.
Questa documentazione dall’alto trova la sua formalizzazione nelle connessioni geometriche e astratte di tali luoghi.
- Gli antichi rivi
Il tema è il “diversivo” est ed ovest di Piacenza riferito agli antichi rivi di contenimento idrico. Mappatura molto particolare di corsi d’acqua (quelli ancora non interrati) conosciuti e caratteristici le cui origini risalgono alla fondazione della città in epoca romana.
La restituzione fotografica di Patrizio Maiavacca è anche quella del vissuto attorno a questi canali, i sentieri, gli orti, le costruzioni. Lavoro di ricognizione territoriale, tra storia ed antropologia contemporanea.
- Le rive del Po e l’antropizzazione
Le rive del Po come luogo dove l’antropizzazione gioca un ruolo chiave di restituzione semantica della relazione uomo-fiume. Le foto di Marco Rigamonti sono la testimonianza dei segni lasciati da questa antropizzazione sia in senso positivo che negativo; quindi, le industrie, gli edifici, le baracche, gli objet trouvé, o semplicemente le tracce del passaggio umano.
Annibale – NOTIZIE SUI COLLETTIVI
(materiale fornito da XNL)
È un collettivo di fotografi che produce progetti nel campo della fotografia documentaria e di ricerca visiva in ambito artistico, fondato nel 2008. Lo spirito di bottega, che permette al maestro di tramandare le proprie esperienze e conoscenze all’allievo, favorisce un clima di confronto, critica e costruzione attraverso l’esperienza diretta del lavoro e la vita in comune.
Scelgono come sede Pianello Val Tidone, un piccolo borgo tra i colli piacentini, dove il contatto diretto con la natura e la distanza dalla movimentata vita cittadina favoriscono l’immersione profonda nella propria ricerca artistica. L’intento di Cesura è quello di creare una forza indipendente e autonoma nel panorama della fotografia nazionale ed internazionale.(Arianna Arcara, Giorgio Dirindin, Chiara Fossati, Marco Zanella).
Cesura Publish nasce nel 2010 ha iniziato a vendere le prime pubblicazioni per garantire l’autonomia espressiva degli autori del collettivo e promuovere le attività dei fotografi membri. Dieci anni dopo, mantiene i suoi valori d’origine pubblicando una selezione di fotolibri di qualità, come risultato del variegato insieme di progetti portati avanti dai fotografi di CESURA.
Cesura Lab è un laboratorio di stampa fine art dove si realizzano progetti espositivi e di sperimentazione di nuovi processi creativi che consente agli autori di gestire internamente tutto il processo di stampa dalla post-produzione all’allestimento.
È un collettivo extra-urbano indipendente fondato in Val Trebbia, Emilia-Romagna, Italia, nel 2022. Il collettivo raccoglie, promuove e produce progetti artistici che indagano il tema del complesso rapporto tra uomo e natura, mettendo in luce gli emergenti paradossi prodotti dall’economia globalizzata e dal mercato di consumo. (Andrés E. Maloberti e Nicola Roda)
Il collettivo nasce dall’idea di un gruppo di amici con una lunga esperienza nel mondo della fotografia, sia in ambito amatoriale che professionale. Alcuni soci provengono da precedenti esperienze in altri gruppi fotografici.

Finalità del gruppo è favorire la divulgazione della conoscenza, della storia e dell’evoluzione delle arti fotografiche e visive, organizzare corsi, workshop e mostre. Presso la propria sede è inoltre a disposizione degli associati un archivio consultabile, ricco di riviste, testi e libri dedicati.
Al collettivo fa riferimento anche la galleria Spazio BFT, uno spazio dinamico che durante l’anno ospita incontri e mostre, offrendo ulteriori occasioni di confronto e crescita culturale.
(Dallavalle-Guerrieri, Elisabetta Granata, Patrizio Maiavacca, Marco Rigamonti)