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Nuvole, cielo e terra. Una riflessione d’insieme

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Nuvole, cielo e terra. Una riflessione d’insieme.

“Nuvole… Sono come me, un passaggio figurato tra cielo e terra, in balia di un impulso
invisibile, temporalesche o silenziose, che rallegrano per la bianchezza o rattristano
per l’oscurità, finzioni dell’intervallo e del discammino, lontane dal rumore della terra,
lontane dal silenzio del cielo.”

La citazione di Fernando Pessoa accoglieva all’ingresso della mostra a XNL… e dentro è stata una scoperta.

Avresti potuto non aspettarti che la mostra Oltre le nuvole (ha chiuso il 5 luglio) avesse tanto da raccontare. Ci fa pensare che siamo sotto lo stesso cielo. Forse vestito in modo diverso (forme diverse di nuvole) a seconda delle latitudini, ma lo stesso cielo che s’illumina e si rabbuia sopra di noi.

Cambia e cammina sopra di noi. E nel cielo camminano le nuvole, talvolta le vediamo correre… si formano, si sciolgono, piangono su di noi con la pioggia, ci avvolgono come una coperta spessa quando fa freddo e ci coprono di neve.

Un mistero le nuvole. Eppure sono vapore acqueo. ma ai nostri occhi – bambini o adulti non importa – sono molto di più. Un sipario verso l’ignoto. Verso l’altrove dove tendiamo nonostante ci sentiamo fermamente ancorati alla terra.

Guardare le nuvole apre alla creatività. Forme umane, animali vegetali intravediamo in quei segni bianchi, talvolta neri altre ancora rosa perché filtrate dal rosa del tramonto. La natura ci parla. Anche se non ascoltiamo o fingiamo di non capire. Dalle nuvole può arrivare poesia ma può arrivare la distruzione. Di questi tempi conosciamo la furia che si sveglia di tanto in tanto.

Lassù tra le nuvole che camminano immaginiamo che arrivi il nostro pensiero rivolto all’aldilà. Nuvole, custodi di un cielo misterioso carico per tanti di significati religiosi, a cui si volgono gli occhi per scorgere presagi, suppliche e speranze. Insieme all’idea che oltre le nuvole possa esserci ancora vita e che sia migliore di quella terrena.

Speranze. Quanti segreti custodiscono queste nuvole che abbiamo visto interpretate, trasfigurate e immaginate nel percorso della mostra di XNL attraverso le installazioni degli artisti, 20, attraverso le immagini arrivate dal grande schermo. Pezzetti di film che hanno raccontato l’eterno scorrere sopra di noi nella realtà e nella fantasia.

Sì, potevi non aspettarti che la mostra Oltre le nuvole una volta osservata, percorsa e visitata potesse ritornarti in mente. Alzi lo sguardo al cielo e interpreti le nuvole del primo mattino (la mattina accoglie con tanti batuffoli in rete da cui traspare un azzurro limpidissimo negli spazi liberi. Minacciose no. Pittoriche sì. Artistiche pure.

E poetiche. Come una delle ultime immagini portate dallo schermo in cui Totò e Ninetto Davoli in Cosa sono le nuvole? (dal film di Pasolini Capriccio all’italiana) che interpretano due “burattini” (Otello e Iago) in scena nell-Otello di Shakespeare dietro le quinte scoprono di avere con una coscienza.

Cacciati dal teatro perché il pubblico si ribella all’ingiustizia e alla crudeltà sono gettati in discarica (sono diventanti inservibili un rifiuto) ma in quel momento scoprono il cielo… come fosse una rinascita. Ma colpisce anche la sequenza del film “Il cielo sopra Berlino” di Wenders dove gli angeli vagano tra le nuvole ascoltando le parole umane e poi…

Dalle nuvole arriva anche il terrore. Ed è storia di oggi. In tanti luoghi della terra. Anche vicino a noi. Ed è il messaggio che in queste settimane ha voluto ricordare Alberto Esse artista piacentino che in occasione della chiusura della mostra a XNL porterà in piazza Cavalli un’altra faccia delle nuvole. Un sonoro farà ascoltare il rombo di un bombardiere che scarica morte sulle persone.

Un’inziativa di denuncia, di sensibilizzazione ma anche critica la sua Pubblica art Oltre – come è sempre la sua presenza artistica – alle convenzioni dell’arte poco incline a considerare le crudeli e insensate azioni umane. Una presenza che invita a non dimenticare la realtà che viviamo. Uno scossone di cui spesso si è fatto interprete l’artista piacentino. L’evento dal 23 maggio ha percorso varie tappe in diversi punti della città. In via XX Settembre, in piazza Duomo, in piazzetta Santa Maria e in piazzetta San Francesco.

Che belle le nuvole. Inconsapevoli di tutto ciò che avviene al loro interno.

Tante volte ci si dovrebbe lasciar andare nelle nuvole per rinfrescare i pensieri e la mente. Lasciarsi andare in quel mare che sta sopra di noi a cui l’umanità ha guardato con preoccupazione per le minacce che potevano arrivare o con speranza per la prosperità dei raccolti.

Un ciclo che si è ripetuto nel corso dei millenni. Oggi no. Le nuvole ci appaiono un decoro, quasi un fattore estetico. Vedendole raffigurate dagli artisti presenti alla mostra ti viene da pensare quanto si sbaglia a sentirci superiori a tutto e a tutto.

Al piano terra ti accoglie uno scritto che ti introduce nel mondo delle nuvole che troverai nella grande sala buia dove incontri le installazioni di artisti che ti fanno toccare con mano e ti aiutano a “sentire” cosa si prova a immergerti nelle nuvole. Al piano superiore vieni invitato a sederti su un comodo cubo… passa un attimo e sei avvolto da una nube di vapore… sei nelle nuvole. Ridi per la sorpresa e tocchi con mano il mistero: quello che un minuto prima vedevi e improvvisamente scompare ai tuoi occhi.

Sai che intorno c’è altro oltre a te e a quella impalpabile cortina che offusca l’orizzonte. La sensazione è la stessa che si prova quando in alta montagna il cielo diventa coperto, le nuvole sono basse e ti avvolgono come una sciarpa, come una coperta. Tutto diventa irreale, hai la sensazione di perderti, di essere diventato anche tu immateriale. La nuvola così vicina ti accarezza i capelli, il viso. E ti lascia spaesato.

Il freddo cala intorno e osservi quello che – spinti dal vento – quei lembi di nubi sfilacciate lasciano trapelare: il paesaggio che avevi negli occhi un minuto prima. Quel paesaggio rassicurante ora avvolto dalla nuvola.

Antonella Lenti

nuvole

Le informazioni all’apertura della mostra a cura di XNL

La mostra, iniziata il 2 aprile ha proposto varie forme d’arte per raccontare le nuvole. Interpreti 20 artisti presenti in una mostra, nel trittico teatrale e in un percorso sonoro dedicati all’immaginario contemporaneo del cielo e delle sue metamorfosi. Così la presentazione della mostra fornita da XNL

“Le nuvole sono “Dee solenni” diceva Socrate nel celeberrimo poema di Aristofane, Le nuvole: “Esse le idee ci dànno, la dialettica, la ciurmeria, l’ingegno, la chiacchiera, il ghermire concetti, il dar nel segno!”. E’ questa la frase che ti introduce nel mondo delle nuvole.

E prosegue:”Da allora, continuano ad affascinare artisti e autori, ispirando nuovi linguaggi e stimolando la sperimentazione, senza perdere la densità simbolica che le attraversa: allegoria di tensioni e stati d’animo, rappresentazione di concetti che spaziano dal divino al potere, dall’aldilà alla melanconia. Metafora delle nostre proiezioni mentali, in cui temi terreni si trasfigurano in dimensione universale – il viaggio, il desiderio, l’ignoto – le nuvole diventano spazio di contemplazione del cosmo e dello spirito, luogo di confine tra visibile e invisibile”.

La mostra, Oltre le nuvole / Beyond the Clouds esposta a Piacenza fino al 5 lugio a palazzo XNL è stata curata da Chiara Gatti, Paola Pedrazzini, Gianmarco Romiti con la partecipazione del collettivo Storyville, indaga il tema del cielo e delle sue metamorfosi attraverso una mostra d’arte, una rassegna teatrale e un percorso sonoro.

LA MOSTRA intreccia dipinti, sculture, installazioni site-specific e sequenze di film esplorando il tema delle nuvole nella loro dimensione visiva e simbolica. Il percorso è affidato allo sguardo di diciotto artisti contemporanei – Olivo Barbieri, Leandro Erlich, Laura Grisi, Jeppe Hein, Dominic Kiessling, Laetitia Ky, Piero Manzoni, David Medalla, Filippo Minelli, Marie-Luce Nadal, Mauro Pace, Gabriele Picco, Marco Ricci, Martin Romeo, Denis Santachiara, Mario Schifano, Fausta Squatriti, Alfred Stieglitz, Storyville – posti in dialogo ideale con figure chiave dell’antico e del moderno, assunte come riferimenti iconografici di una tradizione visiva senza tempo. L’allestimento è curato da Massimo Ferrari, Claudia Tinazzi e Annalucia D’Erchia del Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito del Politecnico di Milano.

IL PERCORSO SONORO, ideato da XNL MUSICA e dal Dipartimento di Nuovi Linguaggi del Conservatorio di Piacenza, realizzato attraverso un sistema audio multicanale e integrato alle installazioni site-specific al piano terra,evoca forze naturali, vibrazioni siderali e dimensioni invisibili, invitando il pubblico a superare i confini fisici dello spazio espositivo, costruendo un ponte esperienziale verso ciò che si estende oltre il pensiero, oltre le nuvole. Curato da Gianmarco Romiti, il percorso sonoro presenta un’installazione audio sperimentale del compositore S. Ali Hosseini.

IL TRITTICO TEATRALE accompagna la lettura delle opere con affondi narrativi proponendo Delle nuvole o dell’identità, un palinsesto di appuntamenti a cura di Paola Pedrazzini, in cui tre protagonisti della scena teatrale contemporanea raccontano tre storie diverse e nuove prospettive sui temi dell’identità, della memoria, del sogno e dell’illusione. Sono:
Autoritratto di e con Davide Enia (21 marzo)
Nel blu di e con Mario Perrotta (16 aprile)
Re Lear è morto a Mosca di e con César Brie (6 maggio)

Attorno alla mostra Oltre le Nuvole XNL Piacenza dedica alle scuole di ogni ordine e grado, una proposta di attività didattiche gratuite a cura di Enrica Carini (per info: edu@xnlpiacenza.it), e ha sviluppatoun percorso inclusivo che nasce in stretta collaborazione con l’Unione dei Ciechi e degli Ipovedenti di Piacenza, grazie al prezioso contributo del suo presidente, Filippo Siciliano. 

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