LENTI A CONTATTO

PITTURA CHE CAMBIA, SI EVOLVE E RICERCA PER APPRODARE A UNO STILE ORIGINALE

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PITTURA CHE CAMBIA, SI EVOLVE E RICERCA PER APPRODARE A UNO STILE ORIGINALE

In questi pochi anni in cui mi sono dedicata alla pittura sono cambiate molte cose. Intorno a noi e dentro di noi. Le

guerre la fanno da padrone. Ci interessa sempre di più apparire e mostrare il lato migliore di noi talvolta usando anche photoshop per ritoccare le imperfezioni inevitabili.

Ritocco su ritocco – talvolta anche con l’aiuto del chirurgo e di qualche magica punturina – finiamo col non riconoscerci più e soprattutto pensare che tutto, a partire da noi stessi, può cambiare e diventare altro. Soprattutto su noi stessi pensiamo di poter eliminare quello che non ci piace operazione che di permetterà di stare con più agio nel nostro piccolo mondo.

Non si tratta però di una revisione e di un approfondimento del nostro modo di esserci, di pensare, di impegnarci, ma ci limitiamo all’apparenza. Che tende sempre di più a pensare che se ci trasformiamo secondo i dettami che vanno per la maggiore, potremo trovare un habitat più favorevole. Volià, che ci vuole…

Sarà per questo che si parla tanto – in tutte le salse e spesso a sproposito – di confort zone in cui collocarsi come fosse una culla che non ci fa sentire i sobbalzi e ci protegge da qualsiasi sorpresa che non sia il massaggio dell’ego.

Ecco tante cose sono cambiate intorno a noi e in noi stessi. Anche il mio modo di comunicare con i pennelli in questi sei anni ha preso strade diverse. Di quadro in quadro ho superato l’horror vacui che mi prende ogni volta di fronte a una tela bianca. “Oddiiiooo! e adesso da dove comincio” e’ il primo pensiero paralizzante. Ma poi un respiro lungo un colore e un pennello e comincio a osare.

La mente vaga su un’immagine stampata nella memoria che mi aiuta a fare il primo passo. La memoria trasforma, trasfigura e sulla tela finisce un’interpretazione della realtà che sfugge dai contorni di una realtà identificabile, ma ne fa parte e gli appartiene pienamente.

Il segreto è quello di aprire lo sguardo a quell’oggetto incompresibile che hai davanti. Cui gli occhi, ricordalo con la mente. Riapri gli occhi e quelle forme apparentemente scomposte richiamano in te qualcosa di già visto di già vissuto. Sono le emozioni che i colori suscitano in noi. Si sedimentano e tornano ogni volta che si attiva una sensazione emozionale.

Questo per me è stato vedere tanti stili, tante mostre nel corso della mia vita. Consultare tanti libri perché svelassero il segreto raccolte nelle espressioni pittoriche di tanti pittori a partire dai primi disegni tracciati sulla pietra…

E’ una comunicazione né verbale né vocale che tante volte ha saputo essere più incisiva. Senza fraintendimenti come spesso accade con i modi convenzionali di comunicare. Ogni persona che osserva ha una reazione diversa. La grandezza di questa forma di comunicazione sta tutta qui.

ANTONELLA LENTI

PITTURA

Ed è questo che mi spinge a continuare a farlo. E il rito si ripete. Qui di seguito alcuni lavori di questi ultimi mesi

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