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I #vaccini e il nostro patto con l’umanità

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#vaccini; #antonellalenti

I vaccini e il nostro patto con l’umanita’
Non è solo una questione di scienza. Credo che intorno ai #vaccini non si sollevi solo un problema che investe dritta dritta la scienza che di questi tempi tante volte, come tutto quello che è istituzionale, diventa sospetto e da rigettare a priori. Non è questo   il terreno di discussione che vorrei portare. C’e’ un’altra riflessione su cui credo dovremmo soffermarci qualche volta di più nel nostro incedere come cittadini di questo mondo. Quando si nasce un patto non scritto viene sancito e non solo con il soprannaturale, per chi ha la fede. Si sancisce con gli altri esseri umani sulla terra e con la terra stessa che noi abiteremo e conserveremo per permettere ad altri dopo di noi di vivere. E con loro che si attivano le relazioni, compresi  gli odi e i conflitti, è con gli esseri umani che dovremo vivere e condividere lo spazio, l’aria e il suolo. Quindi con questo patto ciascuno di noi, seppure inconsapevolmente, si assume delle responsabilità nei confronti di se stesso e degli altri, anche se questo secondo elemento, gli altri, non lo consideriamo mai o quasi mai.
La polemica accesa, aspra, che si è sviluppata sull’argomento mi ha fatto pensare anche a questo lato del problema, meno visibile nei contenuti che oggi tengono banco sui giornali e nei media in generale riguardo al problema vaccino si vaccino no. Riguarda prima di tutto  l’aspetto che investe il nostro essere animali sociali che non dovremmo mai mettere in secondo piano piano nelle nostre azioni di vita. Un elemento di cui abbiamo tenuto troppo poco conto in questi ultimi anni in cui ci siamo abbandonati all’egocentrismo sfrenato che fa si che intorno a noi esistano unicamente le nostre esigenze, i nostri diritti. Per i doveri si può attendere. Ma non è così che funziona una società equa. E tra i doveri di un individuo nato per vivere con gli altri, sia pure da individuo, c’è il dovere di non essere vettore di malattie nel momento in cui sia possibile evitarlo, naturalmente. Ci interroghiamo, ogni tanto, quanto le nostre azioni e inazioni possano avere ripercussioni sugli altri? L’interrogativo riecheggia molto poco. Anzi è quasi una voce senza fiato, senza suono.
A mio giudizio il dibattito che si è sviluppato su questo tema non è un problema di costume che sempre più spesso porta a instillare il dubbio che medici, studiosi, esperti, scienziati ci raccontino frottole a beneficio delle case farmaceutiche e dei profitti delle stesse. Questa è solo una parte del problema, anche se sembra diventato il mantra del terzo millennio. Impalpabile come polvere, sostanza liofilizzata, la sfiducia nella scienza non perde tempo e di tanto in tanto trova la strada e la linfa per reidratarsi e riprendere forma ogni volta che si delinea il tema salute. Quando si parla di vaccini non è solo un fatto medico. Efficacia o non efficacia dei vaccini, conseguenze o non conseguenze dai vaccini. Accettarne la somministrazione non è solo un gesto che risponde a una necessità medica o di salute a seconda di come la si valuti anche se ne costituisce senza dubbio l’aspetto prevalente. Non si parla solo di malattie da non ‘beccarsi’ o della convinzione che in questo modo ci si mantiene sani o ancora di fare gesti e scelte che si fanno da cinquanta o  sessanta anni e quindi se fin qui si è fatto così con risultati positivi si deve ragionevolmente procedere nel solco della tradizione. E, per contro, non si vuole parlare solo di danni che potrebbero derivare dai vaccini stessi e’ questo il punto scottante che ha dato il via alla discussione che si trascina da settimane. Mi rendo conto che sarebbe inutile ricordare che nella nostra infanzia bambini più vecchi di noi portavano ancora i segni della polio perché ancora non si faceva il vaccino. E se chiedevi a un adulto perché quel ragazzo era claudicante, ti si rispondeva che non era stato un incidente era stata una malattia grave. ha avuto la polio ti veniva risposto… Inutile tentare di distruggere una convinzione. Quando la convinzione e’ forte diventa indistruttibile.guai a scontrarsi si rischierebbe di farsi male. Col risultato che la convinzione si rinforza ancora di più.
Tutto questo fa parte del dibattito di questi giorni, ma se si vuole andare oltre e calare una sonda nel nostro intimo interroghiamoci ogni volta che compiamo una scelta,un’azione che può avere effetti negativi sugli altri, quanto rispettiamo quel patto di convivenza che, nascendo, abbiamo stretto con l’umanita’. Il  primo esempio che mi viene in mente e’ chi prende l’auto sapendo di essere in condizioni di non poterlo fare e non pensa alle conseguenze per se o per gli altri, ma anche chi non si cura di non nuocere all’ambiente che lo circonda scaricando rifiuti a casaccio laddove si trova uno spiazzo fuori mano. L’interrogativo cogente è questo: quanto rispettiamo quel patto con l’umanita’. Vaccino sì vaccino no, è solo la buccia del frutto. La polpa sta altrove.

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