L’Aquila, 11 anni dopo la città bianca langue dimenticata da un politicume che coltiva solo il proprio ombelico. La città è bianca. E’ imprigionata in un groviglio di tubi Innocenti e di coperte di plastica a celare il “mai fatto”, ma è bianca, luminosamente bianca. All’Aquila, la ricostruzione della città è una chimera dopo che sono trascorsi 11 anni dal terremoto quando si prometteva una ricostruzione lampo. Anzi la fondazione in pochi mesi di una città nuova. Una new town, remember? (Detta così, in inglese, faceva più effetto perché gli anglosassoni sono pragmatici e portano a casa concretezza al quadrato…
LETTURE – PENSIERI PER VIAGGIARE IN TEMPI DIFFICILI (29) – Claude Lévi-Strauss, Tristi tropici – Il Saggiatore – A parte i rimedi politici ed…
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