Abbiamo subìto una mutazione antropologica? E’ l’interrogativo che da tempo mi frulla in testa. Mutazione che investe il sistema di relazioni improntate alla separatezza tra quello che è ok, bello, accettabile e sopportabile, parte di un comune sentire e quello che, invece, è da relegare in una specie di escrescenza da abbandonare, da guardare dall’alto al basso, non degno di essere inglobato nel regimentato stile di vita indirizzato, a tappe forzate, verso un nuovo progresso. Il tema è chiaro: si parla di quell’umanità che ha bisogno di un aiuto per liberarsi dalle catene di una nuova schiavitù (povertà, dittature, guerre…
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